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ARTICOLI CORRELATI

NEWS DAL MONDO DELLA PLASTICA E DEL RICICLO

Giunto a conclusione il “tormentone” shopper (2 settembre '14)

Sono in vigore le sanzioni previste per chi commercializza sacchetti monouso per la spesa che non siano biodegradabili o compostabili conformi alle caratteristiche tecniche previste dal Decreto Interministeriale 18 marzo 2013, compresi quelli in plastica oxo-biodegradabili. Pesanti le sanzioni amministrative per i trasgressori.segue>>

In Uk il Parlamento dice «basta alla società dell’usa e getta» e punta all’economia circolare (5 agosto '14)

La commissione Ambiente del Parlamento britannico ha reso pubblica la propria relazione di indirizzo introducendo l’approccio di “economia circolare” per risparmiare risorse e rendere il loro sfruttamento compatibile con la crescita demografica a livello mondiale. segue>>

Rifiuti: dall’Antitrust una nuova spinta al rinnovamento (10 luglio '14)

È del 4 luglio l’ultima segnalazione dell’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato al Parlamento ed al Governo, riguardante diverse proposte per la riforma dei meccanismi concorrenziali in Italia, che contiene diversi spunti anche per il settore Rifiuti. segue>>

Troppa plastica e microplastica in mare, interrogazione di Realacci al ministro Galletti (10 luglio '14)

Nel presentare la sua interrogazione al ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, il presidente della Commissione ambiente della Camera, Ermete Realacci, ricorda che «Come si evince da numerose agenzie di stampa Legambiente ha pubblicato a maggio 2014 i risultati dell’indagine “Beach litter” condotta dall’associazione su protocollo scientifico del MATT e dell’ISPRA, concernente quantità e tipologia di rifiuti presenti sulle spiagge italiane; dall’indagine risulta che il 65% dei rifiuti è costituito da plastica.segue>>

Gestione dei rifiuti di plastica ed efficienza delle risorse: è il riciclo, bellezza, la chiave di volta (7 marzo '13)

Uno dei capitoli più interessanti del Libro Verde "Una strategia europea sui rifiuti di plastica nell'ambiente", che il Commissario europeo all'ambiente Janez Potocnik ha presentato a Bruxelles - e che greenreport.it da ieri sta pubblicando in anteprima - è quello relativo alla "Gestione dei rifiuti di plastica ed efficienza delle risorse"... segue>>

Libro Verde sui rifiuti Ue. Buste e materie plastiche di derivazione biologica: molte le criticità (6 marzo '13)

Mentre il mercato è ancora dominato per oltre il 99% dalla plastica di origine fossile, vi è un altro mercato emergente e in forte crescita, ossia quello della plastica di derivazione biologica prodotta da fonti rinnovabili. Solitamente le attuali bioplastiche sono a base di amido estratto da mais, riso, canna da zucchero o patate... segue>>

Libro Verde sui rifiuti Ue. Buste e materie plastiche biodegradabili: attenzione ai fraintendimenti (6 marzo '13)

Le buste per la spesa di plastica sono l'emblema della moderna società consumistica:, leggere, pratiche, senza valore, spesso gettate via dopo un solo utilizzo. Tuttavia, l'impatto ambientale esercitato dalle buste di plastica è considerevole... segue>>

I numeri della plastica europea (19 ottobre '12)

E' stata pubblicata in questi giorni l'edizione 2012, con i dati 2011, del compendio statistico sull'industria europea delle materie plastiche "Plastics – the Facts 2012"... segue>>

INQUINAMENTO DA DETRITI MARINI E PERICOLI PER LA FAUNA

Plastica killer: i rifiuti negli oceani uccidono oltre il 90% degli uccelli marini (1 settembre '15)

Inquinamento marino: più del 90% degli uccelli marini ha tracce di plastica nelle viscere. E non ci sarebbe neanche tanto da meravigliarsi, se consideriamo tutti i rifiuti che si trovano già solo sulle spiagge. segue>>

Plastica nel 99% delle specie di uccelli marini entro il 2050. Negli anni ’60 erano il 5% (1 settembre '15)

Lo studio, condotto da Chris Wilcox, dell’Oceans and Atmosphere Business Unit del Csiro, Denise Hardesty ed Erik van Sebille e ha rilevato che «Quasi il 60% di tutte le specie di uccelli marini hanno della plastica nel loro intestino». segue>>

Rifiuti spiaggiati: in Italia l’80% è plastica, nel resto del Mediterraneo il 52% (25 maggio '15)

Secondo quanto emerge dall’indagine “Beach litter” [...] «ad accomunare molte delle spiagge italiane e del Mediterraneo monitorate da Legambiente non è solo il sole e il bel mare, ma soprattutto i rifiuti spiaggiati che si trovano sui litorali. Rifiuti di ogni genere, di tutte le forme e dimensioni: bottiglie e contenitori di plastica, tappi, polistirolo; e poi secchi, stoviglie usa e getta, oggetti derivanti dal comparto della pesca, mozziconi di sigaretta e rifiuti da mancata depurazione come cotton fioc e assorbenti». segue>>

I coralli della Grande Barriera Corallina Australiana mangiano micro-plastica (26 febbraio '15)

La ricerca “Microplastic ingestion by scleractinian corals” pubblicata su Marine Biology conferma quello che fino ad ora era solo un sospetto: un team di ricercatori australiani ha scoperto che i coralli della Grande Barriera Corallina mangiano micro-plastica inquinante. segue>>

Quanta plastica finisce ogni anno negli oceani (13 febbraio '15)

Uno studio (Plastic waste inputs from land into the ocean) presentato al meeting annuale dell’American Association for the Advancement of Science (AAAS), in corso a San José in California, ha rivelato quanta plastica finisce in mare ogni anno a causa della cattiva gestione di questo variegato materiale: 8 milioni di tonnellate. segue>>

Fibre sintetiche: gli abiti inquinano mari e oceani ogni volta che facciamo il bucato (7 novembre '14)

Secondo l'esperto, la prima soluzione al problema dovrebbe arrivare innanzitutto dalle aziende, che dovrebbero progettare tessuti sintetici che non liberino frammenti di fibre durante il lavaggio così facilmente. Browne ha cercato supporto da parte delle aziende, ma purtroppo non lo ha trovato. Le realtà interpellate si sono mostrate disinteressate e i suoi sforzi per una raccolta fondi hanno ricevuto ben poco sostegno. segue>>

Atolli del Pacifico, anche il Paradiso è sommerso dai rifiuti (3 novembre '14)

Durante una recente "missione di pulizia" di 33 giorni, 17 sommozzatori della National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) hanno raccolto 57 tonnellate di rifiuti dalle coste nordoccidentali delle isolette del centro dell'Oceano. la Repubblica>>

Nel Mediterraneo si fa il bagno nella microplastica (13 ottobre '14)

Ci tuffiamo in mare, credendo che l’acqua sia pulita e limpida, perché è trasparente e si vede il fondale, ma in realtà stiamo facendo il bagno nella plastica. Proprio così. La microplastica, quella invisibile all’occhio umano, delle dimensioni di un terzo di millimetro, galleggia nello strato superficiale dell’acqua marina. Non parliamo di pochi o pochissimi frammenti, sparsi qua e là tra le onde, ma di una concentrazione preoccupante di minuscoli pezzettini: almeno 250 miliardi di microframmenti. segue>>

La spazzatura buttata in mare ridisegna la mappa dei confini degli oceani (4 settembre '14)

Tre ricercatori dell’università australiana del New South Wales (Gary Froyland, Robyn M. Stuart e Erik van Sebille) potrebbero aver scoperto i colpevoli della creazione delle “isole di plastica”, quegli insiemi di rifiuti marini che si sono formati negli oceani: il problema è che i responsabili siamo praticamente noi tutti. segue>>

I costi economici delle spiagge sporche (27 agosto '14)

Uno studio condotto sulla costa della California da Industrial Economics Inc. e finanziato dal Programma “Marine Debris” dell’Agenzia Statunitense indica che i rifiuti marini, oltre ad avere notevoli impatti sulla vita marina, hanno ripercussioni sul benessere economico delle popolazioni rivierasche. segue>>

Marine litter, l’indagine sui rifiuti nei mari italiani (8 agosto '14)

Goletta Verde e Accademia del Leviatano in 87 ore di osservazione dei rifiuti galleggianti nei mari italiani e lungo 1.700 km monitorati hanno messo sotto la lente di ingrandimento il marine litter, i rifiuti che assediano i nostri mari. Il team dell’Osservatorio lungo le rotte di Goletta Verde ha incontrato 1 rifiuto plastico ogni 10 minuti. segue>>

Cresce la preoccupazione per la diffusione dei rifiuti di plastica in mare (7 agosto '14)

L’UNEP, sia nello YEAR Book 2014 che nel Rapporto “Valutare la plastica”, sollecita le imprese, le istituzioni e i consumatori a monitorare la loro impronta della plastica, così come avviene per il carbonio, l’acqua e le foreste. segue>>

La prima mappa della spazzatura oceanica (17 luglio '14)

Nei mari galleggiano milioni di rifiuti di plastica, ma secondo gli esperti dovrebbero essere di più. Che fine hanno fatto? segue>>

Troppa microplastica nel ghiaccio del Mare Artico che si scioglie (26 giugno '14)

Nello studio “Global warming releases microplastic legacy frozen in Arctic Sea ice” pubblicato daEarth’s Future, un team di ricercatori statunitensi del Dartmouth College e britannici dell’università di Plymouth, rivelano un nuovo rischio conseguenza del global warming e della nostra pessima gestione delle materie prime: trilioni di minuscoli pezzi di plastica sono stati imprigionati dai ghiacci antartici ed ora stanno per essere rilasciati.segue>>

Quelle rocce di plastica sulle spiagge delle Hawaii (9 giugno '14)

Rocce composte da frammenti di plastica, nuovi elementi dell'ambiente purtroppo frutto dell'inquinamento marino causato dall'uomo: le hanno scoperte, e indagate, alcuni ricercatori dell'Università del Western Ontario (Canada) e dell'Algalita Marine research institute di Long beach (California, Usa) sulla spiaggia di Kamilo beach, alle Hawaii. segue>>

La microplastica finisce intrappolata nei ghiacci dell’Artico (26 maggio '14)

Migliaia di miliardi di frammenti di plastiche e altri rifiuti sintetici: è ciò che potrebbero nascondere i ghiacci dell’Artico, pronti a rilasciarli nell’ambiente via via che il riscaldamento globale li porta allo scioglimento. Sono le conclusioni di una nuova ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Earth’s Future e riprese da Science. Corriere della Sera>>

Il 66% degli uccelli marini del Mediterraneo ingerisce plastiche (3 marzo '14)

Dall’indagine svolta da ricercatori spagnoli sulla quantità di plastica ingerita da 171 uccelli marini mediterranei appartenenti a 9 specie, risulta che ben 113 avevano mediamente nello stomaco frammenti di plastiche di 3,5 mm. Le più colpite le berte, in special modo la berta minore delle Baleari, già inserita nella Lista Rossa della IUNC. segue>>

A maggio e giugno più di 100 tartarughe e delfini morti in Adriatico. Cetacea: «Soffocati dalla plastica»
(12 luglio '13)

Il 7 luglio sulla spiaggia di a Riccione i bagnanti hanno trovato la carcassa di un delfino adulto di oltre 200 kg, in avanzato stato di decomposizione. Nei giorni prima era stata recuperata anche una tartaruga marina Caretta Caretta morta, e un altro di questi rettili marini era stato trovato morto a Misano. Sempre a Riccione si era spiaggiata una seconda tartaruga ancora viva che è stata affidata alle cure della Fondazione Cetacea di Riccione. segue>>

Dall’università di Siena al Mar Mediterraneo, il viaggio dei ricercatori acchiappa-plastica (4 luglio '13)

Dei 3 miliardi di rifiuti che invadono il Mar Mediterraneo, tra il 70 e l’80% è costituito da plastica che contamina la fauna marina e la catena alimentare, fino al pesce che arriva sulle nostre tavole: i ricercatori dell’università di Siena, da tempo impegnati nel monitoraggio della salute degli animali e delle acque marine, oltre alle dimensioni di questa impressionante zuppa di plastica ricordano che molta finisce ingurgitata dagli ignari abitanti del Mare Nostrum.segue>>

Mare della Toscana: l’80% dei macro rifiuti che gettiamo in mare sono di plastica (5 giugno '13)

I risultati del monitoraggio dei macro rifiuti marini galleggianti tra la Toscana e la Corsica, frutto di oltre 40 ore di osservazioni dirette in mare, non sono confortanti: «Più dell’80% dei macro rifiuti (più grandi di 25 cm) presenti in mare sia rappresentato da “plastiche”», gli oggetti più presenti sono teli e buste di plastica, insieme alle cassette di polistirolo per il pesce. segue>>

«Economia dello spreco, rifiuti marini un emblema»: liberiamo i nostri oceani da questa piaga (12 aprile '13)

Vorrei iniziare dando il benvenuto al "Message from Berlin" e esprimere il mio apprezzamento per il vostro lavoro. Grazie all'impegno di persone come voi, il problema dei rifiuti marini è ora in cima all'agenda politica. Questo è qualcosa di cui tutti noi possiamo essere orgogliosi... una cosa che mi dà soddisfazione. segue>>

Un primo stop alla microplastica nei prodotti detergenti (febbraio '13)

Unilever, la multinazionale anglo-olandese che detiene alcuni dei marchi più diffusi nei generi di largo consumo ha diffuso lo scorso dicembre un breve comunicato per informare che l'utilizzo di microsfere di plastica verrà gradualmente eliminato in tutti i suoi cosmetici e prodotti per l'igiene entro il 2015. segue>>

Oceani di plastica, un pericolo dentro al pericolo ((23 gennaio '13)

A minacciare il prezioso equilibrio dei mari del pianeta non c’è solo la pesca eccessiva e l’apparentemente inarrestabile processo di acidificazione delle acque. Ogni giorno il crescente numero di rifiuti plastici che confluisce negli oceani rappresenta un rischio costante per la salute degli ecosistemi. Un rischio che non smette di rivelare sfaccettature preoccupanti come dimostrato da un team di biologi statunitensi. I ricercatori della San Diego State University hanno scoperto che le minuscole particelle plastiche sono in grado di assorbire gli inquinanti organici persistenti (POP) alla stregua di piccole spugne.segue>>

Piano di azione europeo per proteggere gli uccelli marini dalle catture accidentali ((16 novembre '12))

La Commissione europea ha adottato oggi un piano d'azione (Action Plan for reducing incidental catches of seabirds in fishing gears) per combattere il problema delle catture accidentali di uccelli marini negli attrezzi da pesca ed ha sottolineato che «I dati scientifici mostrano che numerose specie di uccelli marini, tra cui albatros, petrelli, berte, alcidi, anatre marine e strolaghe, vengono catturate ogni anno con gli attrezzi da pesca. Le misure di protezione sinora adottate sono state inefficaci». segue>>

Riduzione dei rifiuti marini: l'Ue vuole essere protagonista (16 novembre '12)

Oggi a Commissione europea sottolinea che «In tutto il mondo, i rifiuti marini costituiscono una grave minaccia per l'ambiente costiero e marino. Gli habitat marini sono contaminati da rifiuti prodotti dall'uomo e da altri rifiuti che creano in misura sempre maggiore problemi ambientali, economici, sanitari ed estetici», per questo «Sta cercando di aumentare la consapevolezza di questo problema mondiale, in linea con l'impegno assunto quest'estate a Rio di ridurre l'incidenza e l'impatto di questo tipo di inquinamento sugli ecosistemi marini». segue>>

La microplastica avvelena il Mediterraneo. Le più alte concentrazioni: Elba, Portofino e Corsica (maggio '12)

In occasione del festival di Cannes, "Expédition Med" propone tre filmati: "les dessous de Cannes"; "Cannes à bout de Soufle"; "Monaco, sous les yacths" per scoprire la situazione dei fondali marini in Costa Azzurra e l'origine delle tonnellate di rifiuti che vengono sversati regolarmente in mare «E che prefigurano la catastrofe ambientale che si svolge attualmente nel Mediterraneo».segue>>

La plastica nascosta dei nostri scarichi che possiamo fermare (novembre '11)

Quando si dice un mondo di plastica...la si trova ovunque, in una forma o nell'altra anche dove meno la si aspetta. Negli ultimi 20 anni l'industria della cosmetica ha iniziato ad utilizzare microgranuli di plastica in sostituzione dei materiali naturali nella composizione dei detergenti esfolianti ma non solo. segue>>

Detriti marini un'emergenza internazionale e il nostro ruolo come cittadini consumatori (marzo '11)

segue>>

Troppo fosforo e plastica negli oceani -Unep: «Trasformare i rifiuti in risorse preziose» (febbraio '11)

Secondo lo "Year Book 2011 - Emeerging issues in our global environment" del Programma Onu per l'ambiente (Unep) «Le quantità considerevoli di fosforo e di plastiche scaricate negli oceani del pianeta hanno un impatto diretto sull'ambiente e mettono in luce un problema mondiale di gestione di questi rifiuti».
Il fosforo, utilizzato soprattutto come fertilizzante, viene sversato negli oceani «A causa dell'inefficacia dell'agricoltura e dell'incapacità di riciclare le acque reflue. Tali rifiuti, così come quelli di altri prodotti chimici come l'azoto e il potassio, producono una proliferazione di alghe nocive per la qualità delle acque, gli stock di pesci e il turismo. segue>>

La plastica negli oceani: discariche galleggianti o zuppa di plastica? (febbraio '11)

segue>>

Il Mediterraneo? Un mare di plastica: "500 tonnellate di detriti" (gennaio '11)

Un mare di plastica, questo il ritratto del Mediterraneo che restituisce il rapporto condotto da un'equipe di ambientalisti e biologi marini dell'Istituto francese di ricerca sullo sfruttamento del mare (Ifremer) e dell'Università di Liegi (Belgio), che hanno preso parte alla spedizione 'Expédition Med', avvenuta nel luglio e agosto scorsi. segue>>
Per saperne di più su 'Expédition Med clicca qui>>

Alle Hawaii il via al primo piano nazionale di contrasto ai detriti marini (gennaio '10)

L'agenzia nazionale americana NOAA (National Oceanic and Athmospheric Administration) ha annunciato la partenza di un piano nazionale a lungo termine per la rimozione dei rifiuti dalle acque costiere e barriere coralline dell'arcipelago delle isole Hawaii.
Il piano, il primo del suo genere negli Stati Uniti, sarà determinante per proteggere le comunità costiere delle Hawaii e la vita marina minacciate dalle migliaia di tonnellate di detriti marini che inondano le isole ogni anno e che sono composti da plastica di varia natura, reti da pesca dismesse e altre tipologie di rifiuti.
"Per troppo tempo i detriti marini hanno offuscato la naturale bellezza del nostro mare e minacciato il nostro ecosistema marino", dichiara il senatore Daniel K. Inouye. " Mi sono sempre battuto per sollecitare un intervento coordinato di rimozione delle troppe tonnellate di detriti che ricoprono le nostre coste, soffocano i nostri coralli, uccidono i nostri pesci e i nostri mammiferi marini. Si tratta di un grave problema per tutta l'America e sono orgoglioso che lo stato delle Hawaii sia in prima linea nella ricerca di una soluzione a questo problema globale ".
continua >>
Negli ultimi due anni hanno collaborato con il programma del NOAA, Marine Debris che affronta questa problematica, numerose agenzie governative, e non, appartenenti al mondo accademico insieme ad aziende e gruppi privati di tutto lo stato. Questo lavoro congiunto ha portato allo sviluppo di un programma di azione specifico per le Hawaii (Hawaii Marine Debris Action Plan).
Basandosi su esperienze significative che hanno avuto luogo in passato a livello locale il piano delinea e coordina a livello statale tutti i progetti e le attività che si intraprenderanno per ridurre:
- l'accumulo attuale dei detriti marini, non contrastato negli anni;
- la quantità di navi e pescherecci abbandonati o in stato di degrado;
- la presenza di detriti nei corsi d'acqua;
- lo smaltimento degli attrezzi da pesca e di altri rifiuti solidi in mare.
Numerose strategie e attività che si focalizzano sui campi di intervento appena citati sono già in corso, come, ad esempio, gli interventi di rimozione dei detriti, sia di routine sia di emergenza, le campagne di prevenzione e di sensibilizzazione della popolazione, nonché il rafforzamento della ricerca e dello sviluppo tecnologico necessari in questo ambito. I progressi verranno monitorati e misurati nel tempo per ciascuno di questi settori di intervento.
"Durante questi anni abbiamo lavorato in tanti per affrontare questa problematica alle Hawaii seguendo ognuno un proprio metodo. E' positivo poter avere ora un piano a cui fare riferimento e a cui poter contribuire", ha dichiarato Marvin Heskett, membro della sezione locale di Surfrider, Oahu Chapter.
Il piano che è sostenuto e coordinato dal NOAA con l'assistenza della US Environmental Protection Agency, è consultabile online.
L'agenzia NOAA studia e prevede i cambiamenti nell'ambiente terrestre, dalle profondità degli oceani alla superficie del sole, e si occupa della conservazione delle risorse costiere e marine.
Per saperne di più sul programma e sulla problematica dei rifiuti marini: NOAA Marine Debris Program>>

Anche nel mare Adriatico la plastica uccide le tartarughe (novembre '10)

segue>>

Le cicche di sigaretta? Inquinano come i rifiuti industriali

Gli esperti dell'Enea propongono di dare inizio a una raccolta differenziata. Corriere della Sera>>

INQUINAMENTO CHIMICO

Coop, in futuro scontrini di cassa senza bisfenolo A (19 agosto '13)

BERNA - Entro la fine dell'anno Coop rinuncerà agli scontrini di cassa contenenti bisfenolo A (BPA). Sebbene gli effetti negativi di questa sostanza siano ancora contestati a livello scientifico, il gigante svizzero del commercio al dettaglio prende sul serio le preoccupazioni della sua clientela e dei suoi dipendenti...segue>>

Il BPA continua la sua azione distruttiva sul sistema endocrino (30 luglio '13)

Il noto perturbatore del sistema endocrino del corpo, il Bisfenolo A, continua a essere utilizzato nella produzione di involucri per alimenti, bevande, scontrini in carta termica e altri prodotti con cui veniamo in contatto ogni giorno...LA STAMPA>>

BPA (bisfenolo A) in bottiglie per l’acqua in policarbonato e scontrini: nuovo ammonimento in Francia
(12 aprile '13)

BPA (bisfenolo A): in Italia continua a parlarsene poco, mentre nel resto d’Europa ed in particolare in Francia, la questione dei prodotti che contengono la famigerato sostanza è costantemente sotto monitoraggio e alla pubblica attenzione. Da ultimo, la francese ANSES, (Agenzia nazionale per la sicurezza sanitaria, l’ alimentazione, l’ambiente e il lavoro) ha lanciato nella giornata di ieri un nuovo avvertimento sugli effetti sulla salute del bisfenolo A...segue>>

La Francia mette al bando il bisfenolo A e altri Paesi come Danimarca e Svezia ci stanno pensando
(15 ottobre '12)

Il Senato francese ha approvato una norma che prevede il divieto di impiego del bisfenolo A (BPA) in tutti gli imballaggi per cibi e bevande a partire dal 2015, e già da inizio 2013 per i prodotti alimentari destinati ai bambini fino ai 3 anni. segue>>

Biberon stop alla plastica: uno studio europeo su 450 campioni dice che il materiale cede sostanze nocive. Meglio il vetro (19 febbraio '12)

Dal giugno 2011 i biberon di policarbonato accusati di cedere Bisfenolo A non sono più in commercio, e le aziende utilizzano nuovi materiali che però risultano avere qualche problema.
I ricercatori Liza Van den Eede a & Sandro Valzacchi dell'European Commission Joint Research Centre (JRC) di Ispra, coordinati da Catherine Simoneau, hanno condotto uno studio approfondito (*) su 450 biberon ottenuti con differenti tipi di plastica, acquistati in vari Stati europei, per valutare il livello di migrazione. Nella lista troviamo bottiglie in polietersulfone, poliammide, polipropilene, silicone e anche in policarbonato che all’inizio della ricerca non era ancora stato vietato. segue>>

 
by avanguardia virtuosa - 2009