sacchetti di plastica consumati quest'anno*:
 
download di firefoxottimizzato per Mozilla Firefox
 (clicca sull'icona per il download)

Perchè?

Perché usare per pochi minuti un oggetto che può durare anche cento anni ? Stiamo parlando del sacchetto di plastica che spesso ci viene dato “gratuitamente“ ma per cui tutti paghiamo un caro prezzo in termini di consumo di risorse, energia e di costi economici ed ambientali dovuti alla sua dispersione nell'ambiente, ad oggi incontrollabile. Ma non si tratta solamente di sacchetti, ci sono tanti altri imballaggi e articoli monouso che è possibile eliminare o ridurre drasticamente. Parti da piccoli gesti quotidiani per modificare stili di vita insostenibili, FAI UN USO INTELLIGENTE DELLE RISORSE DEL PIANETA E RIFIUTA "L'USA E GETTA"!

COME ENTRARE IN AZIONE:
iniziative individuali per i singoli
iniziative collettive collettivamente
materiale per la media e grande distribuzione per la GDO
materiale per negozio per i negozi
iniziative per le scuole per le scuole

Iniziative ed Eventi

 

Settimana Nazionale "Porta la Sporta"(4 edizioni)

Sfida all'ultima Sporta
Mettila in rete! Meno plastica per tutti!

 

MENO RIFIUTI - PIU' RISORSE in 10 mosse

ADERISCI come AZIENDA, INSEGNA GDO, ENTE LOCALE E CITTADINO!

MENO RIFIUTI PIU'BENESSERE - FIRMA LA PETIZIONEMeno Rifiuti Piu' Risorse in 10 mosse è una campagna a lungo termine lanciata nel 2012 con il claim Meno Rifiuti più Benessere in collaborazione con Italia Nostra e Adiconsum. L’iniziativa è rivolta al mondo della produzione e della distribuzione che viene invitato a compiere 10 azioni per alleggerire l’impatto ambientale degli imballaggi e promuovere soluzioni e prodotti riutilizzabili, invece che usa e getta. L’invito a sottoscrivere un proprio impegno rispetto alle 10 mosse, e/o a rendere noti progetti e tabelle di marcia inerenti la riduzione dell’impatto aziendale complessivo, è rivolto ai referenti delle aziende leader dei prodotti di largo consumo e alle insegne della Distribuzione Organizzata. Vai alla pagina dell'inziativa>>

Primo Piano

Plastica unita contro il marine litter ma anche contro le sue soluzioni (marzo '16)

new plastic economyL’industria delle materie plastiche ancora si interroga su come ridurre l’inquinamento dei mari causato dalla dispersione di rifiuti. Perché non passare invece ai fatti sulla base dell’evidenza scientifica prodotta da diversi studi che, oltre a mappare e quantificare le esternalità negative dell’attuale gestione della plastica, forniscono allo stesso tempo delle soluzioni?
La lotta all’inquinamento marino  – si legge su Polimerica.it – causato dalla dispersione incontrollata di rifiuti in ambiente, il cosiddetto marine litter, è stata al centro dell’edizione 2016 di PolyTalk, la conferenza organizzata ogni anno da PlasticsEurope, federazione europea dei produttori di materie plastiche, per affrontare i temi legati all’impatto ambientale dei materiali plastici. Con il titolo “Zero Plastics to the Oceans”, la conferenza ha riunito il 16 e 17 marzo scorso a Bruxelles 250 rappresentanti del mondo dell’industria, della politica, dei media, oltre ad associazioni non governative, scienziati e università, che hanno discusso sulle cause del marine litter e su come l’industria del settore può contribuire a mitigarne gli effetti.
Per fornire una piattaforma dove scambiare informazioni, buone pratiche e aggiornamenti sui progetti in corso, è stato lanciato proprio in occasione della conferenza il portale Marine Litter Solutions, un sito internet che riporta le iniziative condotte dalle oltre 60 associazioni delle materie plastiche di 134 paesi che nel 2011 hanno firmato la “Declaration of the Global Plastics Associations for Solutions on Marine Litter”. continua>>

Come un Ministero può accompagnare al meglio l’introduzione di un divieto (febbraio '16)

Dal primo gennaio di quest’anno in Olanda è entrata in vigore una legge che vieta a tutte le categorie del commercio di regalare ai clienti i classici sacchetti di plastica o bioplastica con manici. Il provvedimento è stato varato in recepimento della nuova direttiva UE  per ridurre il consumo europeo dei sacchetti di plastica leggeri, con spessore inferiore ai 50 micron.
Interessati dal provvedimento sono i sacchetti di plastica, di bioplastica ma anche gli shopper di carta o juta con uno strato o rivestimento interno in plastica. Il consumo di sacchetti in plastica nei Paesi Bassi viene stimato, a seconda delle fonti, dai 3 ai 4 miliardi di pezzi.
A poche settimane dall’entrata in vigore della legge, il drastico calo del consumo di sacchetti avvenuto nel circuito della distribuzione organizzata, ha sostanzialmente confermato come realistica la percentuale di riduzione massima (77%) ipotizzata da uno studio effettuato dal Governo. Si va infatti dal 60% di sacchetti in meno distribuiti nei punti vendita della catena Kruidvat (benessere e cura del corpo), all’ 80% in meno registrato da HEMA, storica insegna che commercializza prodotti a marchio proprio dal settore alimentare a quello dell’abbigliamento, ai prodotti per la casa, ecc. continua>>

Biotech Trentino con Happy Frizz aderisce a Meno Rifiuti più Risorse (febbraio '16)

Happy FrizzBiotech Trentino, azienda produttrice del Gasatore domestico a marchio Happy Frizz è la prima azienda che aderisce alla nostra iniziativa “Meno Rifiuti più Risorse in 10 mosse”.
Meno Rifiuti più Risorse è la nostra campagna a lungo termine che dal 2012 si rivolge alle aziende di beni di largo consumo e della distribuzione per chiedere un’offerta più sostenibile di beni e servizi. .
Per affrontare in modo efficace problematiche ambientali dai risvolti oramai drammatici come il riscaldamento climatico, l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la crescente produzione di rifiuti e lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali, bisogna puntare su un modello economico circolare in antitesi all’attuale modello lineare ( estraggo-produco-uso e getto/distruggo). L’economia tradizionale, basata sulla necessità di una crescita illimitata su un pianeta limitato e sulla disponibilità di risorse naturali illimitate a basso costo ha come caratteristica una scarsissima efficienza nell’uso delle risorse, sia che si parli di beni che di servizi. continua>>

Posticipato nelle Fiandre l’introduzione del deposito su cauzione (gennaio '16)

rifiuti nell'ambienteNelle Fiandre i produttori di bevande e la grande distribuzione sono riusciti a convincere il ministro dell’Ambiente Joke Schauvliege a rimandare al 2018 l’entrata in vigore del deposito su cauzione su bottiglie e lattine. In cambio dovranno dimostrare al ministro che riusciranno a ridurre in modo drastico l’abbandono di tali rifiuti nell’ambiente. Allo scopo metteranno sul tavolo quasi dieci milioni di euro all’anno da impiegare in misure di prevenzione e di contrasto al fenomeno sul territorio.
Si stima che nelle Fiandre ogni anno vengano raccolti rifiuti abbandonati o conferiti impropriamente nei cestini stradali per circa 17.500 tonnellate (dato 2013)  con un costo di oltre 60 milioni di euro di cui il 90% ricade sui Comuni e enti sovracomunali e per il 10% da altre agenzie governative. Circa 2,7 kg per ogni abitante e con un costo pro capite di 9,60 eur.
Il 40% di questi rifiuti è costituito da bottiglie e lattine. Il ministro ha incaricato OVAM, l’agenzia pubblica per la gestione dei rifiuti di produrre uno studio per valutare l’impatto relativo all’introduzione di un sistema di cauzionamento per bottiglie e lattine. continua>>

Imballaggi dispersi nell’ambiente: la soluzione c’è ma non piace all’industria del beverage (dicembre '15)

volume zwerfafvalCon il 2016  entrano in azione  volontari in 39 Comuni in Olanda per contrastare l’abbandono dei rifiuti nell’ambiente. Eppure la soluzione per ridurre drasticamente la percentuale della componente imballaggi c’è, si chiama deposito su cauzione.

Si stima che ogni anno nei Paesi Bassi vengano abbandonati in luoghi urbani o in natura circa 50.000 tonnellate di rifiuti, per lo più imballaggi. Una quantità sufficiente da riempire circa 500 tir. Secondo i dati forniti dall’associazione ambientalista Stichting Natuur en Milieu (Fondazione Ambiente e Natura) circa 15.000 tonnellate di questi rifiuti sono costituite da lattine e bottigliette di plastica che, se accatastate formerebbero una torre alta 20.000 chilometri. Lattine e bottigliette costituiscono il 30% del volume dei rifiuti abbandonati e i contenitori di bevande in genere arrivano a determinare il 50% del volume totale.  Come si può vedere dall’immagine seguente un’analisi del rifiuto disperso nell’ambiente,  effettuata in Olanda, ha dato i seguenti esiti:  Contenitori di bevande = 50%_Altro tipo di packaging =20%_Plastica =8%_Involucri dolciumi e snack =1%_Resti cibo = 1%_Non specificato = 4%_Carta = 5%_Metallo = 1%_Contenitori cibo da asporto= 10%. continua>>

Deposito su cauzione = economia circolare (dicembre '15)

plastic newsIl deposito su cauzione applicato alla gestione degli imballaggi è una prerogativa per un’economia più circolare nella quale materiali e prodotti vengono riutilizzati in cicli chiusi su grande scala, e quindi il rifiuto si elimina.
Il deposito su cauzione per bottiglie e lattine,  in vigore solamente in una minoranza di stati, si è dimostrato come l’unico sistema in grado di prevenire l’abbandono degli imballaggi nell’ambiente e di garantire percentuali di riciclo che superano il 90% dell’immesso al consumo.
Il cauzionamento è lo strumento che garantisce la circolarità del ciclo di vita di materiali pregiati come plastica, vetro e alluminio di cui sono costituti i contenitori di  bevande poiché evita che essi finiscano sprecati in discariche, inceneritori, o ancora peggio dispersi nell’ambiente. Le partite di imballaggi che provengono dai sistemi di cauzionamento garantiscono inoltre un approvvigionamento costante e di ottima qualità ai riciclatori, in antitesi alle partite, spesso contaminate e soggette a scarti, che arrivano da raccolte differenziate mal fatte.
Con una futura popolazione mondiale di 9 miliardi di persone tutti gli scarti di prodotti e sprechi di materia vanno evitati in modo che il valore possa rimanere nei cicli economici il più a lungo possibile. continua>>

Plastica in mare: la soluzione è un diverso modello produttivo (dicembre '15)

ocean-plastic-full-2015Si deve principalmente a cinque nazioni l’immissione di circa otto milioni di tonnellate di rifiuti di plastica nell’oceano ogni anno. La quantità di rifiuti di plastica che finisce in mari ed oceani ha da tempo raggiunto alti livelli di criticità ma se si continua con i ritmi attuali si arriverebbe ad un quasi raddoppio entro il 2025: 250 milioni di tonnellate con una tonnellata di plastica per ogni tre tonnellate di pesce.
L’associazione Ocean Conservancy ha presentato recentemente un rapporto articolato dall’eloquente titolo: Arginare la marea di rifiuti: strategie sulla terraferma per un oceano senza plastica (Stemming the Tide: Land-based strategies for a plastic-free ocean ) prodotto in collaborazione con il McKinsey Center for Business and Environment.
Lo studio, primo nel suo genere, indica quali soluzioni nel breve, medio e lungo termine possano determinare importanti riduzioni dei rifiuti di plastica in mare partendo da una loro attuazione nei cinque paesi che ne detengono una maggiore responsabilità.
A nazioni come Cina, Indonesia, Filippine, Vietnam e Tailandia  viene infatti imputata l’immissione di una percentuale tra il 55 e 60% della plastica dispersa in mare a livello globale. continua>>

Francia: la terza rivoluzione industriale continua al Nord (novembre '15)

phil vasseurNella regione francese del Nord – Passo di Calais e Piccardia che maggiormente ha incarnato un modello di sviluppo insostenibile, è partita da qualche tempo la Terza Rivoluzione Industriale,TRI ( Troisième Révolution Industrielle).
La regione ha affidato all’economista americano Jeremy Rifkin qualche anno fa e per la prima volta in assoluto, un “master plan” per diventare una regione pilota della transizione energetica e industriale. L’idea che aveva inizialmente destato un certo scalpore ha preso forma mese dopo mese sino ad arrivare ad oggi.
La terza rivoluzione industriale non è una soluzione per tutti i mali, ma una prospettiva reale per la regione“, ha affermato Philippe Vasseur, ex ministro dell’Agricoltura del governo Chirac. L’approccio di Vasseur attualmente presidente della Camera di Commercio e dell’industria CCI Nord de France, uno dei protagonisti del progetto gestito insieme al Consiglio Regionale, è stato da sempre volutamente pragmatico. La vasta regione che conta la metà delle aree industriali dismesse del paese, cicatrici del passato industriale ed estrattivo, ha intrapreso un percorso di riscatto attraverso l’esecuzione di un piano che racchiude in sè un cambiamento di paradigma tutt’altro che semplice. Le risposte al problema occupazionale causato dalla chiusura di grandi aziende come Continental o Good­year richiede ampie collaborazioni e interventi del pubblico e privato. continua>>

COWSPIRACY - La cospirazione delle mucche

La maggior parte delle associazioni ambientaliste non ti chiede di fare molto oltre a vivere la vita come al solito, se non cambiare una lampadina ogni tanto, guidare meno, usare meno plastica, riciclare di più; è meglio per la loro raccolta fondi e per il loro profitto. Come possono queste associazioni non sapere? La questione è davanti a loro, indiscutibile a questo punto e le organizzazioni fanno di tutto per mostrare al pubblico che il cambiamento climatico è causato dall'uomo e nel farlo non vedono quello che sta davanti ai loro occhi: che l'allevamento animale produce e uccide animali per il consumo ed è ciò che sta uccidendo il pianeta.

Non penso di poterlo far fare a qualcun altro se io non riesco a farlo. Se non posso farlo, non voglio che qualcun altro lo faccia per me [...]. Ma voglio dire, quando si arriva a questo punto, non si parla più di sostenibilità... è solo... [...]. L'idea di distruzione causata dall'allevamento intensivo era talmente chiara, che non mi ero reso conto di non essermi mai soffermato sulla realtà ovvia che ognuno di questi animali era stato ucciso. Era sempre un fatto scollegato dal consumo di carne, ma una volta che assisti in prima persona, le cose cambiano.

vieni a trovarci sulla nostra pagina facebook

vieni a trovarci sul nostro canale video

i numeri dell'acqua in bottiglia in Italia
     (dal 01/01/16 - in litri al secondo)

Al primo posto in Europa per consumo annuo procapite:
193 litri circa

bottiglie di plastica utilizzate in un anno: 9 miliardi
di cui riciclate: il 30% circa**


news
- per fermare lo scorrimento delle notizie, spostare il mouse sopra la finestra bianca.
- per continuare a leggere le news, cliccare sopra il segue>>

Rischi per la salute anche con la plastica BPA-free segue>>

Microplastiche minacciano la sopravvivenza delle ostriche segue>>

Dieci anni di percorsi virtuosi segue>>

Unep: le bioplastiche non sono la risposta giusta contro i rifiuti marini segue>>

Dopo aver invaso i pesci e i molluschi la plastica si trova anche nel sale! segue>>

Conai, cambiano le regole per il contributo ambientale per gli imballaggi segue>>

Italia, mari di spazzatura: dietro i rifiuti marini l’irresponsabilità di una cattiva gestione (VIDEO) segue>>

Accordo ANCI CONAI: l’Associazione Comuni Virtuosi chiede conto a Fassino sui progressi segue>>

Plastica (e fibre di tessuti) a pranzo? Rifiuti in un quarto dei pesci venduti nei mercati segue>>

Il ciclo di vita circolare nel pack non può più aspettare segue>>

Economia ecologica? Per il governo francese, quando «il capitalismo non detta più le regole» segue>>

Plastica nel 99% delle specie di uccelli marini entro il 2050. Negli anni ’60 erano il 5% segue>>

Plastica killer: i rifiuti negli oceani uccidono oltre il 90% degli uccelli marini segue>>

Le risorse contano, dicono i “Comuni Virtuosi”. E mettono in circolo l’economia LA STAMPA.it>>

Proposte di economia circolare segue>>

Rifiuti spiaggiati: in Italia l’80% è plastica, nel resto del Mediterraneo il 52% segue>>

Quanta plastica c’è nel Mediterraneo? 1-10 pezzi per mq nelle zone più inquinate segue>>

Rifiuti, lo “strano caso” delle plastiche miste all’italiana segue>>

Economia circolare e approccio strategico alle materie prime: una sfida importante per l'Europa e il resto del mondo segue>>

I coralli della Grande Barriera Corallina Australiana mangiano micro-plastica segue>>

Ridurre i rifiuti e lo sfruttamento di risorse si può. Con l’economia circolare
LA STAMPA TUTTOGREEN>>

In mare galleggiano 269mila tonnellate di plastica. E tutto il resto dov’è? segue>>

8 (facili) modi per produrre meno rifiuti
CORRIERE DELLA SERA>>

Rifiuti: una gestione virtuosa non dipende (solo) dai Comuni
LA STAMPA.it>>

La chiave della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti è nelle risorse, non nel cassonetto segue>>

In Ue circa 20 milioni di tonnellate di plastica l'anno produrre imballaggi Adnkronos>>

Ritorna la campagna Meno rifiuti più benessere in 10 mosse Rinnovabili.it>>

Ritorna la campagna Meno rifiuti più benessere in 10 mosse
la Repubblica>>


archivio primo piano

notizie da:

Greenreport>>

Rinnovabili.it - Ambiente>>

Rinnovabil.it - Green        Economy>>

Rinnovabil.it - Green        Management>>


campagne amiche

borse riutilizzabili
ecottonbag borse a rete riutilizzabili
re-bag shopper personalizzate e riutilizzabili
made in carcere...non solo borse

con il patrocinio di
patrocinio del ministero dell'ambiente
con il patrocinio di wwf italia

adesioni
vai al sito di adiconsum
italia nostra aderisce alla campagna "porta la sporta"
legambiente aderisce alla campagna "porta la sporta"
touring club italiano aderisce alla campagna "porta la sporta"
 
 
*sacchetti di plastica consumati quest'anno nel mondo

** Il consumo procapite di acqua in bottiglia varia a seconda degli studi, fra cui: Un paese in bottiglia di Legambiente e The global Bottled Water Market della Beverage Marketing Corporation.

by avanguardia virtuosa - 2009