sacchetti di plastica consumati quest'anno:
 
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ARCHIVIO PRIMO PIANO

Notizie da Summit County -COLORADO (dicembre '09)

L'informazione del nostro Primo Piano come avranno avuto modo di constatare i nostri lettori contiene diverse notizie originali non riportate da altri media italiani che raccogliamo dall'estero sia dalla stampa tradizionale sia tramite giornali e blog locali.
Così vi abbiamo potuto raccontare di un meritevole ed originale concorso, il Reusable Bag Challenge 2009 durato sei mesi e che ha visto impegnate 31 cittadine montane dello stato del Colorado negli USA e che ha permesso un risparmio complessivo di circa 5,3 milioni di sacchetti usa e getta.
Le cittadine si sono cimentate in una gara che ha visto vincitrice la cittadina di Basalto che ha saputo ridurre più delle altre il consumo di sacchetti in plastica a favore della borsa riutilizzabile. Questa iniziativa corale che ha simpaticamente e ludicamente coinvolto quasi tutti gli abitanti delle cittadine ha saputo mantenere sei mesi di attenzione su una problematica ambientale raggiungendo, non solamente un risparmio ingente di sacchetti, ma molto di più.
Dave Allen, l'ideatore della competizione ci conferma che i risultati sono sotto gli occhi di tutti: molte più persone per strada portano ora borse riutilizzabili. Questa fatto meritava a nostro parere di essere raccontato perché è un esempio di successo che può essere replicato ovunque e perché dimostra che(anche) in campo di sensibilizzazione ambientale risultati importanti e misurabili si ottengono con progetti di comunicazione a lungo termine.Durante le ricerche su questa competizione ci siamo imbattuti in un'organizzazione che ha lavorato in stretto contatto con Dave Allen e il comitato promotore ed è stata una bellissima scoperta !
HC3Si tratta dell'organizzazione High Conservation Country (HC3) che opera nella Contea del Summit, è un organizzazione senza fini di lucro la cui missione consiste nel promuovere soluzioni pratiche per la riduzione dei rifiuti e la conservazione delle risorse della propria comunità montana.
I destinatari dei servizi e programmi di consulenza e informazione in materia di riduzione dei rifiuti, risparmio energetico, costruzione efficiente degli edifici e stili di vita eco-sostenibili sono cittadini residenti, turisti, aziende e enti.
Il bacino servito conta una popolazione di 30.000 residenti della Contea del Summit (Summit County : Breckenridge, Frisco, Dillon, Keystone, Silverthorne) che durante la stagione sciistica o estiva arriva a 100.000 presenze.

E' iniziato con HC3 una corrispondenza che ci ha dato modo di constatare che oltre alla comunanza di obiettivi condividiamo la loro stessa visione sull'utilità di diffondere le esperienze positive all'interno ma anche al di fuori del proprio paese.
Pertanto nasce da qui uno scambio di informazioni tra l'Italia e la Contea di Summit.

Tra le interessanti attività forniamo un condensato dei progetti di comunicazione ambientale che coinvolgono i cittadini.
continua>>
Attività e programmi
H3C fornisce sia servizi diretti al pubblico sia programmi che coinvolgono enti e comunità.

Ecco un breve elenco degli impegni più recenti intrapresi da HC3 nell'ambito del compostaggio, riciclo e educazione ambientale.

Compostaggio: uno specifico addestramento è stato impartito a 7 Master Compostatori che hanno a loro volta trasferito le proprie conoscenze addestrando altri aspiranti compostatori.
Riduzione e riciclaggio: 23 residenti hanno preso parte su base volontaria a un programma certificato e specifico. I volontari hanno prestato 1100 ore di servizio presso i centri di raccolta di materiale da avviare al riciclo, fornito consulenza ai contadini e commercianti dei mercati locali su tecniche di riduzione e gestione rifiuti in prospettiva “rifiuti zero” .
I volontari si sono attivamente impegnati nell'evento durato sei mesi che ha permesso di risparmiare nella sola contea di Summit 411,680 sacchetti in plastica.
Educazione Ambientale: HC3 svolge da sempre un ruolo fondamentale nell'educazione ambientale presso le scuole locali. L'anno scorso, HC3 ha raggiunto oltre 1050 studenti con lezioni in classe sul riciclo e compostaggio, e con visite guidate ai centri di riciclo e discariche. Nell'anno 2009/2010 HC3 collaborerà con il Summit County Recycling e con l'High Country Composting per raccogliere il compost di sei scuole elementari. HC3 promuoverà la pratica del compostaggio fornendo informazione e assistenza a insegnanti, studenti e genitori.
Risparmio energetico degli edifici: l'High Country Conservation Center nell'ultimo anno ha fornito oltre 50 audit energetici a domicilio, mettendo a disposizione dei residenti locali indicazioni dettagliate per migliorare l'efficienza energetica delle loro abitazioni.
Workshops e Manifestazioni: nell'ultimo anno HC3 ha ospitato e organizzato 15 Workshops “Green Living Workshops” su diversi temi come compostaggio domestico, coltivazione e produzione del proprio cibo, pulizia degli ambienti a basso impatto ambientale: Green Cleaning e grandi eventi come durante l'Earth day Action Fair a cui hanno centinaia di persone.


Tra i programmi per il 2010:
La Classe Vivente - una serra e una classe all'aperto. Nella sede degli uffici di HC3 in Frisco si daranno in affitto ai residenti colali che ne facciano richiesta appezzamenti per dare vita a piccoli orti e per dare modo alle scolaresche di conoscere i prodotti locali. Verrà presentato nelle scuole il programma La Fattoria a Scuola.
Conoscere i rifiuti - un centro di educazione al rifiuto verrà istituito presso la discarica locale.
Destinatari saranno le scolaresche che visitando la discarica impareranno elementi di gestione e trattamento dei rifiuti, trattamento dei rifiuti casalinghi dannosi, riduzione dei rifiuti e a partire dalla fonte, gestione e conservazione delle risorse, compostaggio, riciclo, ecc.

Los Angeles: 17 dicembre “A Day Without a Bag” (dicembre '09)

Los Angeles: 17 dicembre “A Day Without a BagUna giornata senza sacchetto in plastica “A Day Without a Bag” è un evento annuale organizzato da Heal the Bay che si svolge il terzo giovedì del mese di dicembre che è arrivato quest'anno alla terza edizione.
L'invito a fare a meno del sacchetto a favore di borse riutilizzabili è rivolto nella giornata del 17 dicembre a tutti gli abitanti e le imprese di Los Angeles città e contea che sponsorizzano l'evento.
Hanno aderito alla giornata 70 delle 88 città della contea, il doppio rispetto all'edizione passata e anche altre località dello stato della California come San Diego, Ventura, Santa Barbara , Orange County e San Francisco county hanno organizzato eventi per il 17 dicembre.Segue>>

GDO e l'ambiente: I maggiori gruppi della grande distribuzione inglese hanno ridotto del 48% il consumo dei sacchetti in plastica, e in Italia ? (novembre '09)

I principali supermercati della Gran Bretagna hanno ridotto il numero di sacchetti di plastica distribuiti di quasi 5,1 miliardi all'anno, 428 milioni in meno ogni mese come riportato dai dati resi ufficiali dal governo lo scorso luglio.
Questo risultato è stato conseguito grazie a un accordo volontario sottoscritto lo scorso dicembre dai sette gruppi leader della grande distribuzione inglese con l'associazione dei commercianti al dettaglio British Retail Consortium. L'obiettivo sottoscritto tramite l'accordo consisteva nel dimezzare il numero dei sacchetti globalmente utilizzati dalle catene entro giugno 2009 rispetto ai dati di consumo del 2006.
Secondo i dati resi noti lo scorso luglio Tesco, Asda, Sainsbury's, Waitrose, Co-op, Marks, hanno ridotto complessivamente il quantitativo di sacchetti distribuiti del 48 per cento, passando dagli 870 milioni distribuiti nel mese di maggio del 2006 ai 452 milioni dello stesso mese del 2009.
Questo risultato ha permesso un risparmio del 56% di plastica e 4000 tonnellate in meno di sacchetti nelle discariche.
continua>>
Il fatturato non ne ha risentito attestandosi su un aumento del 5% durante il periodo dell'accordo. L'obiettivo del 50% è stato mancato per poco anche se alcuni gruppi come Asda hanno ottenuto una riduzione del 53% anche a fronte di un investimento negli ultimi anni di 3 milioni di euro spesi per favorire il cambiamento di abitudini nella propria clientela. Tuttavia, secondo un portavoce del gruppo tutta questa attenzione sui sacchetti rischia di mettere in secondo piano l'attuazione di misure urgenti che affrontino altre questioni ambientali come la riduzione di altre tipologie di imballaggi, la problematica dei rifiuti, il dispendio energetico, ecc.
L'incentivazione del sistema “ bags for life” in cui si restituisce dopo un pagamento iniziale il sacchetto rotto (che viene avviato al riciclo) ricevendo un nuovo sacchetto. Il pagamento dei sacchetti prima distribuiti gratis e l'incentivazione della borsa riutilizzabile hanno reso possibile questo risultato.
Il cambiamento è iniziato nel 2007 a partire dai pochi commercianti della piccola cittadina di Modbury nel Devon che informati sulla gravità dell'impatto ambientale della plastica sui mari e sulla fauna marina dalla loro concittadina Rebecca Hosking hanno smesso di utilizzare sacchetti di plastica.
Grazie a Rebecca Hosking, documentarista della BBC che ha persuaso la sua Modbury a liberarsi dai sacchetti l'esempio di Modbury ha contagiato altre 150 cittadine inglesi che sono parte del movimento Plastic Bag free. Rebecca non è stata tenera con le catene commentando: “ il risultato ottenuto è stato fantastico ma va ricordato che i supermercati avevano in un primo tempo avversato l'accordo di riduzione volontaria e che si sono comunque lamentati in modo infantile. I fatti hanno dimostrato che il fatturato non ne ha risentito, esattamente come a Modbury dove nessuna attività ha chiuso”.
Non si può negare che nonostante le disposizioni e la buona volontà delle direzioni dei gruppi è di basilare importanza il coinvolgimento di tutto il personale interno. Sul sito di Asda si trovano infatti commenti dei clienti del servizio di spesa consegnata a casa che lamentano l'eccessiva presenza di sacchetti rispetto ai prodotti e che chiedono al gruppo di seguire l'esempio di Tesco, che effettua consegne in cestini dando la possibilità di optare per una consegna senza sacchetti.
La risposta di Asda a questi suggerimenti è alquanto deludente in quanto si limita a consigliare ai propri clienti di ridare i sacchetti all'addetto alle consegne per riciclarli: mancando palesemente l'obiettivo della prevenzione.
Ma se vogliamo trovare delle pecche in quanto fatto dalla grande distribuzione inglese cosa dovremo dire del panorama italiano?
Ricerche effettuate su internet rilevano l'esistenza di accordi volontari sottoscritti negli ultimi anni da gruppi della grande distribuzione in occasione di tavoli di concertazione organizzati dalle province o dalle regioni. Questi accordi o protocolli di intesa oltre a una riduzione nella distribuzione degli shopper solitamente prevedono l'attuazione di altre buone pratiche nel campo della riduzione dei rifiuti, nella riduzione del consumo energetico, nel riciclo, ecc.
Peccato che il più delle volte non sia possibile reperire informazioni sugli esiti. Anche quando ci è capitato di informarci su specifiche disponibilità di dati presso gli enti non ci è stato fornito alcun riscontro.
In un paese in cui il ministero dell'ambiente ha potuto ignorare la questione grazie al decreto milleproroghe che rimanda al 2011 ogni decisione in merito possiamo capire che i gruppi della grande distribuzione indugino nel prendersi totalmente a carico la gestione di una questione che può rivelarsi difficoltosa. Tuttavia alcuni gruppi stanno prendendo in autonomia delle decisioni in merito avendo rilevato quanto la problematica dei sacchetti sia sentita e di attualità tra larga parte dei consumatori e delle amministrazioni locali. Pur ritenendo che queste prese di posizione siano necessarie e auspicabili pensiamo che fare sistema sia la situazione che maggiormente paghi quando si affrontano sfide in nome dell'ambiente.
Abbiamo pertanto tentato di coinvolgere i maggiori gruppi della grande distribuzione negli ultimi mesi con risultati piuttosto deludenti. Anche i tempi di reazione da parte dei gruppi con cui ci sono contatti in corso sono infiniti. Facciamo pertanto appello a Federdistribuzione per chiedere un supporto alla nostra campagna sperando che possa intercedere a nostro favore presso le catene aderenti. Vi terremo sicuramente aggiornati.

GDO e l'ambiente: Il Governo inglese ha annunciato il prossimo percorso della nazione verso rifiuti zero, ASDA è già sulla buona strada! (dicembre '09)

ASDA uno dei marchi leader della grande distribuzione inglese ha raggiunto recentemente un importante obiettivo di riduzione nella distribuzione dei sacchetti in plastica nei propri punti vendita. In seguito a un accordo volontario con il programma governativo WRAP (Waste & Resources Action Programme) e l'associazione di categoria British Retail Consortium, sottoscritto insieme ad altre 6 catene, ASDA ha ridotto del 53% le quantità di shopper distribuiti rispetto ai numeri del 2006.
Nel dicembre del 2008 invece ASDA è stata la prima catena a firmare un accordo volontario con WRAP che prevedeva di dimezzare entro il 2012 la quantità di scarti di materiale edile e macerie derivanti dalla costruzione di nuovi punti vendita che solitamente finiscono in discarica.
Tuttavia il nuovo impegno annunciato qualche mese fa è quello di non inviare alcun rifiuto in discarica già entro la fine del 2010 aderendo all'obiettivo rifiuti zero.
La sottoscrizione di questo impegno ambizioso riguarda tutti i 356 negozi e 23 depositi di ASDA che attualmente recupera il 65% dei propri rifiuti riciclando più di 150.000 tonnellate di cartone e quasi 9.000 tonnellate di rifiuti di plastica ogni anno. Per realizzare l'attuale recupero del 65% sono stati creati dei centri di servizio regionali nelle vicinanze dei punti vendita dove vengono trasportati i rifiuti che vengono divisi compattati e inviati ai centri di riciclo.
Il trasporto di questi materiali avviene utilizzando i viaggi di ritorno di camion che hanno effettuato consegne e tornano a destinazione evitando di aumentare il numero dei mezzi in circolazione.
( leggi L'Inghilterra avvia il percorso verso Rifiuti Zero )

GDO e l'ambiente: La grande distribuzione negli USA premia chi porta la sporta (dicembre '09)

targetDal primo di novembre in tutti i 1700 punti vendita di Target (TGT), una catena che figura per fatturato al quinto posto negli Stati Uniti, verrà applicato uno sconto di 5 centesimi per ogni borsa riutilizzabile che i clienti useranno alle casse per riporre i propri acquisti.
A livello nazionale questa forma di incentivazione potrebbe portare a un risparmio di miliardi sacchetti di plastica considerando che, per ogni scontrino emesso, viene in genere fornito più di un sacchetto e che le transazioni annue di Target si aggirano sul miliardo e mezzo.

Un test pilota condotto in 100 negozi Target all'inizio dell'anno aveva prodotto una riduzione nel consumo del 58% .
Anche il gigante CVS una catena di drugstore con 7000 punti vendita accrediterà per un mese un punto su un'apposita tessera ad ogni cliente che effettuerà un acquisto con borsa propria. Ogni 4 punti il beneficiario avrà diritto a un bonus di 1$.

Questi programmi vengono avviati dai gruppi per rispondere alle aspettative e sollecitazioni in crescita da parte di governi locali, associazioni ambientaliste e cittadini per quanto concerne azioni di salvaguardia ambientale.

In tandem, i due programmi possono portare a un risparmio ingente di miliardi di sacchetti e allo stesso tempo spingere anche le altre catene ad adottare misure simili.
E' sempre più evidente che per tanti gruppi il perseguimento di uno sviluppo sostenibile sia diventato parte integrante delle proprie strategie competitive per conquistare nuove opportunità di mercato.

GDO e l'ambiente: Walmart lancia l'indice di sostenibilità dei prodotti (novembre '09)

Wal-Mart Stores, Inc. colosso americano della grande distribuzione e leader a livello mondiale ha presentato lo scorso luglio un programma ambientale di etichettatura per i prodotti che distribuisce la cui attuazione potrebbe ridefinire il design e la composizione dei beni di consumo venduti in tutto il mondo, ma anche aumentare i costi per fornitori e clienti.
Mike Duke, CEO di Wal-Mart ha dato il via ufficiale al progetto con un discorso alle maestranze e ai fornitori presentandolo come “il nuovo standard per le vendite del 21° secolo”.
Tutti i fornitori saranno tenuti a rispondere al questionario sull'indice di sostenibilità dei propri prodotti composto da 15 domande che vertono su aree come energia e clima, efficienza nell'utilizzo dei materiali e delle risorse naturali, persone, comunità e responsabilità etica e sociale.( segue a fine articolo)

Questo progetto permetterà alla catena di valutare la sua supply chain e offrirà ai consumatori la possibilità di scegliere i prodotti sulla base del loro impatto ambientale.

“Anche se si potesse realizzare qualcosa ad impatto zero come emissioni di CO2, che non contribuisca al riscaldamento globale, il prodotto potrebbe essere comunque nocivo all’uomo in altri modi,” dice Jay Golden, professore alla Arizona State University e futuro co-presidente del consorzio incaricato da Wal-Mart a compilare gli standards e raccogliere i dati. “Proprio per questo è indispensabile avere ben chiaro cosa realmente significhi sostenibile, e questo è ciò che sta tentando di fare Wal-Mart su larga scala".
continua>>
Ai suoi fornitori Wal-Mart ha chiesto di misurare l'impatto ambientale dei loro prodotti calcolando i costi ambientali complessivi che la realizzazione dei loro prodotti comporta.
Sulla base di questi dati ricevuti dai fornitori Wal-Mart elaborerà un sistema di rating che gli acquirenti troveranno come informazione insieme al prezzo di ogni prodotto, dalle magliette ai televisori.
L’indice sarà in grado di valutare un prodotto non solo in termini di costi ambientali di produzione, ma anche in relazione al suo impatto durante tutto il suo ciclo vitale che possa segnalare ad esempio quanto la produzione di uno specifico bene abbia inciso sul riscaldamento globale, o se contenga del legno abbattuto in modalità che hanno ridotto le riserve forestali pregiate naturali.. Gli acquirenti interni dell’azienda saranno giudicati anche in base al miglioramento del punteggio dei prodotti che acquisteranno dai fornitori nel tempo.
Il rivenditore più grande al mondo in termini di utili, una volta denigrato dai gruppi ambientalisti, dichiara che la nuova iniziativa rappresenta un coraggioso e innovativo passo nella riduzione del consumo energetico e della produzione dei rifiuti e per l'introduzione di prodotti sostenibili.
Alcuni dei precedenti sforzi intrapresi dal gruppo hanno avuto un ampio impatto: dalla vendita di oltre 100 milioni di lampadine fluorescenti a basso consumo energetico alla creazione di detersivi concentrati che usano meno imballaggi e acqua. Non sembra però che i consumatori possano vedere le etichette prima di alcuni anni. La società stima che ci possano volere cinque anni o forse più, anche se gli esperti esterni coinvolti nel progetto ritengono che si potrebbe iniziare prima, forse già nel 2011. A progetto completato l'eco-indice di ogni prodotto presentato ai clienti sotto forma di “tabella dei valori ambientali”.

Il primo impatto di quest'ultimo impegno di Wal-Mart verrà intanto percepito dai suoi 100.000 fornitori, che si troveranno a sostenere i costi delle direttive ambientali dell’azienda, in un periodo di crisi economica. Wal-Mart ritiene prematuro stimare i costi sostenuti dai fornitori. La Patagonia Inc., produttrice di abbigliamento per esterno, pioniere nella riduzione dell’impatto ambientale dei suoi prodotti, si è rifiutata di rivelare i dati, ma sostiene che gli sforzi affrontati sono stati onerosi.

Len Sauer, Vicepresidente per la sostenibilità globale della Procter & Gamble Co., è dell’idea che le etichette dovranno essere scientificamente accurate ma nello stesso tempo comprensibili dai consumatori. Ritiene inoltre che in Europa sforzi in tal senso non abbiano ad oggi prodotto dei risultati incoraggianti in termini di definizione e formulazione di informazioni che avessero un senso per i consumatori.

Esperti che conoscono i progetti della catena affermano che Wal-Mart è orientata con questo progetto a anticipare la normativa di una futura regolamentazione delle etichette ambientali - che ha visto alcune applicazioni in paesi come Giappone, Regno Unito, Svezia – in modo da “ imporre” i propri parametri come standard a cui la produzione e distribuzione al dettaglio dovrà attenersi nella comunicazione sulla sostenibilità dei prodotti venduti.

Wal-Mart garantisce che l’informazione sarà accessibile a tutti, rivali compresi, nella speranza che ciò contribuisca a migliorare la definizione dello standard. Sebbene gli ispettori di Wal-Mart prevedano ispezioni e analisi dei prodotti a campione al fine di verificarne il contenuto, essi sono dell'idea che solo la trasparenza possa costituire un ostacolo al potenziale tentativo di inganno da parte dei fornitori.

"Molti fornitori sono in allarme, ma questo progetto rappresenta un'opportunità anche per loro," afferma Michelle Harvey di Enviromental Defense Fund, che ha lavorato con Wal-Mart in passato nell'assistenza al progetto. " Ritengo che i miglioramenti più significativi possano verificarsi ancor prima che il consumatore possa vedere i punteggi sui prodotti".

In ultimo, attraverso l'etichettatura, l'esperimento potrà servire per testare quanto il consumatore sia disposto a pagare per un prodotto migliore in termini di riduzione dell’impatto ambientale. Wal-Mart ritiene che gli acquirenti non siano ancora pronti a spendere di più per prodotti maggiormente sostenibili ma che un cambiamento di attitudini si verificherà presto tra la fascia dei nuovi consumatori nati dopo gli anni 80.


Indice di Sostenibilità:
Domande di valutazione per i Fornitori >>
ENERGIA E CLIMA
Ridurre i costi energetici e l’emissione di gas-serra.

1 - La tua Ditta ha misurato l’emissione di gas-serra? (Sì/No)

2 - Hai scelto di sottoporre la tua emissione totale di gas-serra al Carbon Disclosure Project? (Sì/No).

3 - Qual’è la tua emissione totale di gas-serra riportata nella tua più recente e completa relazione? (Immetti le tonnellate metriche di CO2, come nell’esempio del Questionario CDP6, Sezione 2b -- Scopi 1 e 2 - emissioni).

4 - Hai stabilito e pubblicato un obiettivo di riduzione dell’emissione dei gas-serra? (Immetti le tonnellate metriche totali e la data fissata per il raggiungimento dell’obiettivo).

Ridurre i rifiuti e migliorare la qualità
Il punteggio sarà calcolato automaticamente in basa alla tua partecipazione al Packaging Scorecard, in aggiunta ai seguenti punti:

5 - Se misurati, pregasi riportare la quantità totale di rifiuti solidi generati dagli impianti che producono i vostri prodotti per Wal-Mart nell’anno più recente dalla data di misurazione (Immettere il totale in libbre).

6 - Hai stabilito e pubblicato un obiettivo di riduzione dei rifiuti solidi? Se sì, quali sono questi obiettivi? (Immetti le tonnellate metriche totali e la data fissata per il raggiungimento dell’obiettivo).

7 - Se misurata, pregasi di riportare la quantità totale di acqua impiegata dagli impianti che producono i vostri prodotti per Wal-Mart nell’anno più recente dalla data di misurazione (Immettere il totale in galloni).

8 - Hai stabilito e pubblicato un obiettivo di riduzione del consumo di acqua? Se sì, quali sono questi obiettivi? (Immetti i galloni totali e la data fissata per il raggiungimento dell’obiettivo).

Impiego di materie prime di qualità elevata e di origine tracciabile

9 - Hai stabilito e pubblicato delle linee guida per l’acquisto sostenibile dai tuoi diretti fornitori, che seguano un indirizzo di salvaguardia ambientale, rispetto dei lavoratori e sicurezza dei prodotti e/o ingredienti? Sì/No

10 - hai ottenuto una certificazione da terzi per ognuno dei prodotti che vendi a Wal-Mart? Se sì, seleziona, dalla lista di certificazione allegata, quelle per cui ogni tuo prodotto, o materia prima utilizzata, è certificato.

PERSONE E COMUNITA'
Produzione Etica e Responsabile

11 - Sei a conoscenza della localizzazione del 100% degli impianti che producono i tuoi beni? (Sì/No)

12 - Prima di iniziare una collaborazione con un’industria manifatturiera, valuti i loro parametri di qualità della produzione e la loro capacità di produzione? (Sì/No)

13 - Hai un processo di controllo del rispetto della manodopera al livello di produzione? (Sì/No)

14 - Lavori a contatto con la distribuzione per risolvere eventuali problemi emersi durante le valutazioni della tutela dei lavoratori, ed inoltre documenti le correzioni e i miglioramenti? (Sì/No)

15 - Investi nello sviluppo di attività comunitarie nei paesi fornitori in cui operi? (Sì/No)
(Tratto da un articolo di Miguel Bustillo-Wall Street Journal)
Per saperne di più: http://walmartstores.com/FactsNews/NewsRoom/9277.aspx

Lettera aperta al sindaco di Lecce ma anche a tutti gli amministratori di buon senso (novembre '09)

in attesaEgregio Sig. Sindaco,

qualche tempo fa ci è pervenuto un messaggio da Daniele, un suo giovane concittadino che ha una panetteria e che testimonia la sensibilità di tanti altri esercenti e cittadini per le problematiche ambientali.
Daniele, anche come semplice cittadino, sente il peso di dover degnamente rappresentare la sua città e vorrebbe darne uno spettacolo edificante. Si sente pertanto mortificato nel vedere le piazze della sua città che, a volte, offrono un triste spettacolo agli occhi dei turisti e si sente impotente di fronte all'impossibilità di poter da solo educare un'intera cittadinanza. Siamo certi che un primo cittadino rappresentando ufficialmente la sua città senta questa responsabilità moltiplicata all'ennesima potenza.
Daniele dopo averle scritto lo scorso settembre
leggi la lettera >>
Caro Sindaco,
le scrivo dal mio posto di lavoro, da un panificio di Lecce e la prego di dedicare qualche secondo a quello che sto x dirle: dal 15 settembre ho deciso di distribuire il pane ai clienti senza il sacchetto di plastica in quanto x noi commercianti comporta dei costi molto onerosi e x l'ambiente un danno inestimabile....l'unica soluzione x convincere i clienti a non usare il sacchetto è stato quello di applicare un prezzo di 0.05 cent x ogni busta di plastica aderendo ad una campagna contro la diffusione della plastica alla quale molti comuni e province d'Italia hanno già aderito.. troverà delle informazioni su www.portalasporta.it mi piacerebbe che tutti i commercianti di Lecce facessero pagare la busta perché educare i leccesi è compito difficile soprattutto se si è soli.
Il nostro governo comunale può fare qualcosa x imporre il prezzo sulle buste x diminuirne l'utilizzo e il danno all'ambiente? Molti dei nostri clienti usano già la sporta e vengono già muniti da casa col sacchetto e hanno gradito la nostra iniziativa ma è anche vero che molti hanno origini nordiche quindi già educati a simili iniziative.
Lecce è un comune virtuoso rispetto molti altri del sud ma adesso bisogna aprire un capitolo nuovo x la nostra città e per essere alla pari con quelle del nord,  cioè quello dell'Ambiente!
È stato terribile quest'estate vedere piazza San Oronzo piena di turisti con cartaccie che svolazzavano loro in faccia!

Distinti saluti

D.P.

e aver ricevuto da lei alcune borse riutilizzabili da omaggiare ai suoi clienti ha fatto una scelta coraggiosa che tanti esercenti hanno paura a intraprendere.
continua >>
locandina stampata dal sig. DanieleDopo aver stampato e affisso nel negozio le nostre locandine sta facendo pagare i sacchetti in plastica ai clienti.
Nonostante la sua azione sia passata come incomprensibile e risibile da parte di alcuni clienti, altri, la grande maggioranza, l'hanno compreso. Ha così raggiunto il suo obiettivo: ha ridotto del 95% lo spreco delle buste monouso!
Questo gesto, Signor Sindaco, potrebbe farle apparire una nuova opportunità: in tempi difficili c'è ancora più bisogno della passione e della collaborazione dei cittadini. Immagini tanti esercenti come Daniele che trasmettono questo importante messaggio verso i clienti : basta sprecare, basta sporcare, il nostro territorio è un bene prezioso ! E questo non costa nulla al Comune ma può trasmettersi come un contagio positivo. Cosa pensa di poter fare dunque come amministratore?
Potrebbe adottare la nostra campagna attivando esercizi e associazioni dei commercianti che, ne stia sicuro, aderiranno e La supporteranno?
Come ottenere queste adesioni spontanee ? Sollecitandole, supportandole con informazione , consigli, soluzioni… soprattutto VALORIZZANDOLE. Utilizzando allo scopo anche il sito del Comune per raccontare dell'iniziativa e per segnalare tempestivamente e mettere in evidenza chi e come si sta impegnando: così facendo in modo che i media parlino finalmente anche di esempi di cittadinanza virtuosa!
Noi siamo disponibili a dare a Lei, suoi Assessori, incaricati… a chi vorrà, il nostro appoggio, così come stiamo facendo con gli amministratori che ci chiamano ogni giorno.
Portare la sporta potrà sembrare un piccolo e forse insignificante gesto che non può incidere su scenari ambientali ben più drammatici, ma le assicuriamo che per tanti suoi concittadini, che intraprenderanno questa scelta con consapevolezza di causa, questo potrà diventare il primo passo nel necessario cammino verso scelte di nuovi stili di vita. Che tutti prima o poi dovremo intraprendere. Fare attecchire questo seme nella Sua città è la sfida che Le chiediamo di accettare. Confidando in un Suo favorevole e confortante riscontro Le auguriamo buon lavoro.

Non bere l'acqua del rubinetto ti costa almeno 300 euro all'anno ! (ottobre '09)

bevi l'acqua del rubunetto"Bevi l'acqua di casa": è lo slogan della campagna di Altroconsumo per diffondere la cultura dell'acqua del rubinetto e dare un colpo di piccone ai pregiudizi, propagati ad arte, che l'hanno trasformata nella sorella povera e meno sicura di quella in bottiglia. Non è così: l'acqua del rubinetto non è un ripiego più economico, ma una scelta intelligente, che fa anche risparmiare. segue >>
Articolo completo
Leggi inoltre :
Scopriamo che acqua beviamo
L’acqua a marca commerciale è l’acqua del rubinetto?

E' finita la luna di miele tra Mexico City e i sacchetti in plastica (settembre '09)

Gli adolescenti usano i sacchetti per introdurre alcolici nei luoghi dove si tengono concerti, i pendolari li utilizzano per trasportare bevande e generi di conforto, ovunque il loro uso ha soppiantato l'uso di cestini, borse o altri contenitori riutilizzabili usati in passato.
In questa metropoli soffocata dallo smog dove vivono 20 milioni di persone è da tempo in atto una vera e propria love story tra il sacchetto di plastica e i suoi abitanti che si sta però avviando a una conclusione.
Il governo ha emanato un provvedimento che vieta l'utilizzo di sacchetti approvato lo scorso marzo e firmato ad agosto che dà agli esercizi che utilizzano sacchetti un anno di tempo per conformarsi.
Questa misura si inquadra in un programma a favore dell'ambiente che ha visto un potenziamento delle piste ciclabili, l'introduzione di mezzi di trasporto pubblico a bassa emissione e l'avvio di un ambizioso programma di riciclaggio.
I gruppi della grande distribuzione si stanno preparando: Wal-Mart sta cercando di avviare programmi di riciclo per la plastica e di mettere a disposizione alle casse borse riutilizzabili.
Le catene dei supermercati Soriana e Comercial Mexicana sono passate ai sacchetti degradabili, sempre in plastica, ma che impiegano meno tempo a degradarsi.
Città del Messico ha tempo fino a metà ottobre per arrivare alla pubblicazione dei regolamenti che definiscono cosa si intende per sacchetto biodegradabile, nonché la sanzione prevista per le violazioni che potrebbe arrivare fino a 1 milione di pesos e 36 ore in carcere.
continua>>
Questo divieto riguarderebbe i circa 8 milioni di abitanti della città propriamente detta ma il ministro dell'ambiente dello stato del Messico ha proposto un simile provvedimento applicabile anche a gran parte dell'area metropolitana. Un divieto federale è stato proposto in seno al Congresso del Messico nel mese di febbraio ma la proposta è rimasta ferma a livello di commissione di valutazione.
L'associazione nazionale Mexico's National Association of Supermarkets and Department Stores esprime preoccupazione in quanto la legge a loro parere non specifica chiaramente quali confezionamenti in plastica degli alimentari potrebbero diventare fuori legge e richiedere confezionamenti alternativi.
Xiuh Tenorio, ex legislatore che ha formulato il bando asserisce che il divieto riguarda esclusivamente i confezionamenti che vengono effettuati in sede da parte di negozi, ristoranti e tintorie.
La vera sfida al rispetto del divieto è costituita dall'economia sommersa non regolamentata dei venditori ambulanti del centro città che secondo la camera di commercio potrebbero essere 35.000 nel centro della città solamente che utilizzano i sacchetti come primo contenitore in cui versare qualunque alimento sfuso dalle cavallette al peperoncino, prelibatezza messicana.
Nel centro della città, c'è un intero blocco di negozi che vendono prodotti per il corpo sfusi messi direttamente con l'ausilio di spatole o palette nei sacchetti in plastica. Enormi tini con gel per capelli, bianche montagne di crema idratante simil Dove o Nivea, si tratta infatti di prodotti contraffatti e più economici per chi non può permettersi di comperare i prodotti originali.
I sostenitori del provvedimento ribadiscono che si tratta di tornare alle vecchie e buone abitudini, sino al 1990 per trasportare gli acquisti fatti nei mercati venivano infatti usate sporte in stoffa dai colori vivaci. Sperano inoltre che il divieto contribuisca a riportare in auge le vecchie borse che ora si trovano in vendita come oggetti chic nelle boutique.
Tratto da http://www.kansascity.com/

Il bando dei sacchetti in Cina ha ripagato (settembre '09)

A oltre un anno dalla legge che ha impedito la produzione di buste in plastica di spessore inferiore ai 0,025 millimetri e ha vietato ai negozi la distribuzione gratuita ai clienti di sacchetti i risultati sono soddisfacenti. In un comunicato rilasciato lasciato dal National Development and Reform Commission (NDRC) il divieto ha realizzato un risparmio annuo di petrolio equivalente a 2,4 milioni / 3 milioni di tonnellate. Il divieto ha ridotto il consumo del 60% nei supermercati con un risparmio di mezzo milione di tonnellate di plastica e ha contribuito a una riduzione di emissioni di biossido di carbonio pari a 9,6 milioni di tonnellate secondo le stime ufficiali. Ma il divieto ha avuto altri effetti positivi, costringendo le persone a cercare delle alternative ai sacchetti ha contribuito a sensibilizzarle su tematiche ambientali con il risultato che ha indotto altre pratiche quotidiane di attenzione per l'ambiente nelle case. Il 74 per cento degli intervistati che hanno partecipato a un sondaggio di Global Times huanqiu.com si sono dichiarati a favore del provvedimento e il 58% circa ha dichiarato di aver diminuito la quantità di sacchetti utilizzata. Il 41% circa invece dichiara di non aver cambiato abitudini. Province e regioni hanno adottato misure in linea con il divieto mentre nel sud ovest della provincia dello Yunnan, si è andato addirittura oltre vietando la produzione, la vendita e l'uso di tutte le forme di sacchetti di plastica. Ma nonostante il divieto sia stato rispettato nelle zone centrali delle città l'esecuzione è tuttora disattesa nei piccoli negozi e nei mercati dell'alimentare dove i commercianti, per paura di perdere i clienti, continuano a regalare i sacchetti. Subito dopo il divieto i sacchetti venivano ancora consegnati furtivamente ma poco tempo dopo, apertamente come prima, come avviene ad esempio nel quartiere Haidian di Pechino. . Ci sono inoltre fabbriche rischiando pesanti sanzioni continuano illegalmente a produrre i sacchetti vietati e a venderli tramite internet. Questo provvedimento non ancora sviluppato a pieno regime fa parte di un piano generale a favore dell'ambiente. Secondo un programma intrapreso due anni fa la Cina si è impegnata a ridurre entro il 2010 il consumo energetico del 20% per ogni 10.000 yuan (1.470,6 dollari) di Pil. Oltre ad aumentare la quota delle energie rinnovabili sino ad arrivare a coprire il 10 per cento del consumo totale di energia. Come avverte Dong Jinshi, ambientalista e Vice segretario della Società di scienze Ambientali di Pechino Beijing Society for Environmental Science è necessario lavorare per prevenire all'origine le fonti dell'inquinamento bianco (da imballaggio eccessivo) e per educare le persone alla tutela dell'ambiente.
Fonte: China Global Times

Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.... A Palo Alto CA i sacchetti in plastica sono stati banditi (settembre '09)

I sacchetti di plastica sono ufficialmente scomparsi dai negozi di alimentari di Palo Alto, cittadina della contea di Santa Clara, da poco più di un mese, i clienti se ne sono a mala pena accorti e non ne sentono la mancanza.
"Una volta che ci si abitua a utilizzare le borse portate da casa si scopre che è tutto più facile," ci dice Alex Woody, di Palo Alto, che è arrivato a Safeway con otto diverse borse di tela e altre due ne conserva a casa.
"Sono più robuste e contengono più quantità di acquisti, ho già convinto mia madre e mia sorella che abitano nell'Ohio perchè comincino ad utilizzarle," aggiunge Alex.
A Palo Alto, pochi clienti si sono lamentati, i più sono felicemente passati alle borse riutilizzabili che vengono mediamente vendute a un prezzo che varia da 1,08 a 1,49 $. Un numero sempre più crescente di clienti arriva con proprie borse e i più ripongono direttamente dal carrello al bagagliaio della propria auto acquisti sfusi dalle dimensioni più ingombranti come angurie o confezioni multiple di alimentari.
Rabiah Zahra, che vive nella zona est di Palo Alto, mentre compra la sua prima borse riutilizzabile da Safeway, afferma: “Ho un nuovo nipotino e voglio a proteggere l'ambiente per le generazioni future, tocca a noi, io cammino molto e vedo ovunque sacchetti abbandonati nella natura.”
Quando il divieto è entrato in vigore ad agosto, già tutti i punti vendita delle sette principali catene di prodotti alimentari offrivano solamente più buste in carta o borse riutilizzabili. Alcuni di questi gruppi avevano eliminato i sacchetti in plastica ancor prima che il divieto venisse approvato lo scorso marzo e gli altri hanno provveduto poco prima dell'entrata in vigore del provvedimento.
Il consiglio municipale di San Jose , la capitale della Contea di Santa Clara dovrà presto decidere se portare avanti una proposta di divieto di commercializzazione dei sacchetti in plastica a partire dal 2010 e che riguarderà anche la maggior parte dei sacchetti in carta. Qualora tale divieto passasse San Josè sarebbe la città più grande degli USA ad avere messo al bando i sacchetti in plastica. Nel frattempo, il personale tecnico dell'amministrazione avrà il tempo per effettuare un esame di impatto ambientale e la stesura dell'ordinanza che, a dicembre o all'inizio del prossimo anno, verrebbe inviata al consiglio per la votazione finale.
Questa ordinanza fa parte di un piano più ampio della città per ridurre le quantità di rifiuti che vanno in discarica. La nuova ordinanza, che non vieta l'utilizzo dei sacchetti in plastica usati per gli alimentari, è andata in vigore nonostante una prima opposizione da parte dei proprietari dei negozi coinvolti che si sentivano penalizzati rispetto ad altre tipologie di impresa.
La città ha anche vinto una causa intentata da un gruppo industriale che intendeva bloccare il provvedimento contestando il “presunto” minore impatto ambientale rappresentato dall'alternativa del sacchetto in carta. La causa è stata vinta dall'amministrazione di Palo Alto che ha però accettato di condurre uno studio di valutazione ambientale più completo prima di estendere il divieto ad altri tipi di imprese che commercializzano sacchetti in plastica. Nel frattempo i funzionari stanno lavorando alla proposta di estendere il divieto all'utilizzo del sacchetto in plastica alle farmacie e altri negozi, e considerando una possibile applicazione di una tassa sui sacchetti di carta.
Lo scorso mese di aprile, il consiglio comunale ha già approvato un divieto di commercializzazione di particolari contenitori monouso a base di polistirene espanso utilizzati dai ristoranti e gastronomie per contenere il cibo da asporto.
"Tutto questo ha un senso” afferma Woody. "Ho iniziato ad usare le borse per qualsiasi tipo di acquisto non solamente per le spese di genere alimentare"
Fonte : www.mercurynews.com

Colorado - Reusable Bag Challenge 2009 : Basalto ha vinto la sfida

La città di Basalto CO vince la competizione (CAST- Colorado Association of Ski Towns) Reusable Bag Challenge durata 6 mesi che si è conclusa il 1 settembre. Al secondo posto le cittadine Winter Park, Fraser e Granby, che hanno gareggiato insieme e al terzo posto Summit County.
Questa sfida ha permesso un risparmio complessivo di circa 5,3 milioni di sacchetti usa e getta "E' stato un grande successo", commenta David Allen, l'ideatore del programma. "I risultati sono stati superiori alle aspettative e il progetto ha ricevuto un'attenzione impressionante. I media si sono interessati alla sfida CAST anche in paesi distanti come l'Italia."
La competizione volta a incoraggiare l'uso della borsa riutilizzabile e a sensibilizzare gli abitanti sul problema dell'impatto ambientale ed economico del sacchetto usa e getta ha coinvolto 31 cittadine montane degli stati Uniti occidentali.
Premio in palio per la cittadina vincitrice di questa lunga sfida partita il 1 marzo 2009, è l'installazione di un impianto di pannelli solari per la scuola pubblica locale. La banca Alpine Bank e la società edile PCL Construction hanno sponsorizzato il programma con la somma di 10,000 $ necessaria per l'acquisto dei pannelli solari e con la distribuzione gratuita di 3000 borse riutilizzabili offerte da PCL azienda leader nella bioedilizia.
Andrew Karow, Presidente Regionale della banca che ha sostenuto l'iniziativa fin dal suo inizio dichiara "Alpine Bank si congratula con la comunità di Basalto per il risultato conseguito e considera un privilegio il poter essere stata partecipe di questo sforzo che ha permesso il risparmio di oltre 5 milioni di sacchetti."
L'azienda Independent Power Systems di Boulder Colorado ha generosamente offerto di fornire le parti e la manodopera necessaria per l'installazione dei pannelli solari al prezzo di costo.
I negozi e i supermercati coinvolti dall'iniziativa in tutte le cittadine si sono occupati di conteggiare tutti gli acquisti forniti senza sacchetto a clienti muniti di borse.
Le città partecipanti sono state : Telluride, Aspen, Mountain Village, Snowmass Village, basalto, Carbondale, Gunnison, Silverthorne, Dillon, Breckenridge, Frisco, Granby, Winter Park, Fraser, Avon, Crested Butte / Mt. Crested Butte, Durango, Eagle, Edwards, Estes Park, Grand Lake, Gesso, Silverton, Steamboat Springs, Gunnison e Vail. Jackson Hole, WY, Park City, UT, Sun Valley, Ketchum, Hailey e Bellevue.
La preoccupazione su problematiche ambientali come l'enorme produzione di rifiuti e il deterioramento delle risorse ha dato origine a questo progetto.
La partecipazione e l'attivismo delle comunità unitamente all'esigenza di ridurre sprechi e costi hanno convinto le amministrazioni delle cittadine a considerare seriamente la problematica dei sacchetti usa e getta partecipando alla competizione.
22 settembre 2009

In Colorado riduci gli shopper e vinci energia solare

Tutto è cominciato nel 2008 quando due cittadine montane dal cuore verde, Telluride e Aspen, hanno deciso di cimentarsi in una sfida amichevole a favore dell'ambiente. La scommessa consisteva nel raggiungere il più alto numero di sacchetti risparmiati e quindi non distribuiti incrementando l'uso di borse riutilizzabili.
La competizione, durata tre mesi, ha permesso il risparmio di 140.000 sacchetti in plastica e alla città vincitrice è andato un premio in denaro offerto da Alpino Bank per l'approvvigionamento di pannelli solari per la scuola locale.
Grazie all'entusiasmo di Dave Allen, del comitato promotore di Telluride, che ha contattato tutti i sindaci delle cittadine aderenti all'associazione Colorado Association of Ski town, alla nuova edizione hanno aderito, più di 30 cittadine e supermercati come Safeway, King Sooper, Wal-Mart and Sport’s Authority.
A Telluride hanno aderito tutti i tre supermercati locali tra cui il Village Market dove si è registrato in due mesi un risparmio di ben 4100 sacchetti!.
L'edizione 2009 di Reusable Bag Challenge , partita il 1 marzo, si concluderà il 1 settembre: sebbene i numeri arrivati a Dave Allen non siano definitivi nei primi due mesi risulterebbero già risparmiati ben oltre 790.000 sacchetti monouso.
Nel frattempo la competizione acquisendo notorietà ha conquistato nuovi sponsor che hanno portato il premio a 10.000 $. Un'azienda che installa pannelli solare ha assicurato l'installazione e la fornitura dei prezzi di ricambio dei pannelli solari a prezzo di costo e regalato più di 3000 borse riutilizzabili ai cittadini.
Ogni cittadina si impegna con la partecipazione dei commercianti che registrano alle casse quante vendite vengono fatte senza distribuzione del sacchetto.
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Le cittadine si stanno impegnando con entusiasmo in un'organizzazione non da poco. A Durango l'azione è stata curata dalla sezione giovanile del locale Rotary Club. La responsabile Katie Zortman ha contattato e ottenuto l'adesione dei negozi locali che si sono impegnati a esporre le locandine, a stimolare l'uso di borse riutilizzabili e, parte più impegnativa, a registrare i conteggi manualmente.
Fortunatamente in alcune catene è stato invece previsto uno sconto per ogni acquisto senza sacchetti che, grazie ad un codice identificativo dell'operazione, permette una registrazione automatica dei sacchetti risparmiati. Studenti del College locale hanno affiancato Katie Zortman e supportato i commercianti nella registrazione e nella raccolta dei dati.
I negozi locali hanno sperimentato diversi approcci per abituare i clienti a usare borse riutilizzabili mettendole in vendita a 1 $, regalandole, abbonando 5 cent a chi acquistava sfuso, o facendo pagare i sacchetti monouso.
Al momento è in testa Winterpark's seguita da Basalto, Summit County e al quarto posto Aspen e Telluride. Quello che si registra è una crescente consapevolezza tra le persone, tanti quando dimenticano la borsa piuttosto che chiedere un sacchetto escono con gli acquisti in mano.
Questo dato conforta le aspettative degli organizzatori dell'evento che hanno visto nella competizione uno strumento concreto di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sull'impatto che le abitudini di ciascuno hanno a livello complessivo sull'ambiente.

Guarda il promo dell'evento http://www.youtube.com/watch?v=fk3fbwmLBII
Per saperne di più: http://www.tellurideinside.com/2009/06/telluride-local-takes-on-the-challenge.html

QUANDO LA MUSICA STA CON L’AMBIENTE: al Ride Again Festival acqua gratis e sfusa per tutti

Nell’ultimo week end di agosto si è svolta sotto il segno dell’ambiente questa sesta edizione, intitolata Music from the globe e dedicata alla black music. Dal rispetto del Protocollo di Kyoto, con l’azzeramento delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera, alla scelta di schierarsi contro la privatizzazione dell’acqua, con T.V.B. Vietato dunque l’ingresso nel Parco di Bornasco alle bottigliette in plastica, in favore dell’acqua comunale appositamente microfiltrata come legge comanda: la campagna T.V.B. Ti voglio bere ha previsto durante la manifestazione l’installazione di una Fontanella erogatrice di acqua microfiltrata attraverso un sistema di trattamento che toglie cloro, cloroderivati e eventuale materiale in sospensione. Il pubblico ha potuto così dissetarsi gratuitamente riempiendo la propria borraccia T.V.B. durante tutta la tre giorni di concerti. Una bella convenienza, perché l’acqua è di ottima qualità, buona al gusto, gratuita ed ecologica.
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E gli spettatori hanno dimostrato di apprezzare: i numeri verdi della tre giorni di Bornasco parlano di circa un migliaio di borracce T.V.B. vendute, 6.000 litri di acqua microfiltrata erogata gratuitamente con la Fontanella T.V.B., 250 kg di plastica evitata e circa 600 kg di CO2 non emessa in atmosfera.
“Siamo un po’ dei pionieri - dice Cristiano Zanotti, dell’associazione culturale organizzatrice Blow Bros Entertainment -, e possiamo dire di essere molto orgogliosi della nostra scelta, anche perché l’abbiamo fatto perché siamo noi i primi a crederci. Anche la gente era soddisfatta, ha capito il nostro modo di usare e rispettare l’acqua e ne ha fatto tesoro”. “Molti degli spettatori si sono infatti rivolti allo stand T.V.B. per avere informazioni e rassicurazioni sull’acqua del rubinetto. Speriamo che poi una volta tornati a casa possano continuare questa buona abitudine di bere l’acqua della rete, riducendo così i rifiuti in plastica, le emissioni di anidride carbonica in atmosfera, il petrolio usato per trasportare le bottiglie di acqua da una regione all’altra, e ovviamente le spese familiari”, aggiunge Domenico Filippone del Centro Studi Ambientali.

Per saperne di più : www.tvb-tivogliobere.it

Premio Nazionale Comuni a 5 stelle 2009

clicca per scaricare il bandoE' ufficialmente aperto il bando per la terza edizione del Premio nazionale dei Comuni a 5 stelle, promosso dall’Associazione dei Comuni Virtuosi, in collaborazione con il Movimento per la Decrescita Felice e Città del Bio, e il patrocinio di diverse reti di enti locali.
Giovedì 10 settembre (ore 11.00) si terrà presso la sede del settimanale “CARTA”, la presentazione alla stampa Premio.(clicca sull'immagine per scaricare il bando del concorso)

Lavorare alla nascita di un premio sulle buone prassi amministrative che valorizzi gli enti locali impegnati nella riduzione complessiva della propria impronta ecologica, è l’obiettivo che muove fin dalla nascita gli amministratori dei Comuni Virtuosi, quale punto di riferimento per la diffusione di politiche e scelte quotidiane orientate a diminuire l’impatto ambientale delle pubbliche amministrazioni e, più in generale, delle comunità locali.

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Al premio, giunto quest’anno alla sua terza edizione, possono concorrere tutti gli enti locali che abbiano avviato politiche (azioni, iniziative, progetti caratterizzati da concretezza ed una verificabile diminuzione dell’impronta ecologica) di sensibilizzazione e di sostegno alle “buone pratiche locali” con particolare riferimento alle seguenti categorie:
gestione del territorio (Opzione cementificazione zero, recupero aree dismesse, progettazione partecipata,bioedilizia, ecc.);
impronta ecologica della “macchina comunale” (efficienza energetica, acquisti verdi, mense biologiche,ecc.);
rifiuti (raccolta differenziata porta a porta spinta, progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso);
mobilità sostenibile (car-sharing, car-pooling, traporto pubblico integrato, piedibus, biocombustibili, ecc.);
nuovi stili di vita (progetti per stimolare nella cittadinanza scelte quotidiane sobrie e sostenibili, quali: filiera corta, disimballo dei territori, diffusione commercio equo e solidale, autoproduzione, finanza etica, ecc.).

Una giuria composta da tecnini e personalità del mondo universitario e scientifico, stilerà una graduatoria finale indicando le progettualità ed esperienze più significative. Il termine per la presentazione dei progetti è fissato per il 25 ottobre. La cerimonia di premiazione avverrà presso il Comune di Camigliano (CE) sabato 21 novembre.
Il Comune vincitore riceverà una consulenza gratuita per l’attivazione di un progetto pilota a livello nazionale di mobilità dolce. Un modo concreto per favorire una riduzione dell’inquinamento atmosferico e una maggiore qualità della vita della comunità locale.
Saranno presenti alla conferenza stampa:
Gianluca Fioretti - Sindaco di Monsano (AN) e Presidente Associazione dei Comuni Virtuosi
Marco Boschini – Assessore di Colorno (PR) e Coordinatore Comuni Virtuosi
Ignazio Garau – Città del Bio
Per ogni necessità di ulteriori informazioni è stata istituita la Segreteria del Premio quale organo operativo a cui chiunque può rivolgersi. I suoi recapiti sono: Comune di Colorno: 0521313745 - 3346535965 – info@comunivirtuosi.org

Cartolina dalla Corsica di Roberto Cavallo

Corsica (agosto 2009) - Sto pagando in farmacia e la farmacista, con fare gentile, mi informa, porgendomi il resto, che dovrò portarmi via le scatoline delle varie medicine appena comprate, così, sfuse, "perché non diamo più sacchetti in plastica".
"Ah già", penso io, la Corsica è stata la prima in Europa a sopprimere i sacchetti in plastica della spesa, me ne ero scordato.
Esco dalla farmacia pensando che voglio andare a fare la spesa in un supermercato per vedere come si sono organizzati. Passo la giornata a spasso per i villaggi arrampicati alle rocce che si tuffano nel mare.
Sono a San Antonino e, mentre fotografo dei falchi che si lasciano trasportare dal vento, posata accanto ad una porta, scorgo una sporta, si in plastica, ma robusta e riutilizzabile.
Lascio i falchi al loro roteare e guardo la borsa con una bella foto delle coste della Corsica e delle scritte eloquenti "Praticu è assai megliu pè a Corsica" che non hanno neanche bisogno di traduzione "Un mi ghjittate micca - Um imbruttu micca - Difendu a Natura".
La sera scendo a far la spesa al supermercato e alle casse tutti hanno la borsa che avevo visto in montagna.
Chi non ce l'ha può comprarla o comprarne in carta, come mostra un cartello grande, proprio sopra le casse: "I nuovi sacchi della spesa - Il sacco non inquinante e riciclabile" e ancora "Fate la vostra scelta".
Purtroppo non è tutto così bello, la frutta e la verdura, per esempio, si comprano con guanti in plastica usa e getta e si ripongono in sacchetti in plastica leggera... Come dire c’è ancora da lavorare, ma c'è da pensare che se ce la fanno in Corsica ce la si può fare anche altrove, in Italia per esempio! Da Roberto Cavallo

La GDO e l'ambiente - notizie dall'estero. L'impegno della catena Kröger nella promozione delle borse riutilizzabili

Kröger, è uno dei più grandi gruppi della GDO americana con sede a Cincinnati, Ohio, ed è presente in 31 stati americani con più di 326.000 soci che gestiscono 2.481 supermercati e grandi magazzini. Appartengono al gruppo oltre alla catena Kröger altri marchi come Ralphs, Fred Meyer, Food 4 Less, Fry's, King Soopers, Smith, Dillons, QFC, ecc . Senza contare una catena di negozi convenzionati Convenience Store con 771 punti vendita, 385 negozi di gioielli, 40 impianti di trasformazione alimentare ed altro ancora.

Per il secondo anno di fila, indice un concorso on line Design a Reusable Bag che premia il miglior motivo di design da riprodurre su una borsa. Al concorso che quest'anno si è tenuto da marzo a maggio possono partecipare tutti gli americani con più di 13 anni. Per poter partecipare ci si registra al sito Design a Reusable Bag http://www.designareusablebag.com/index.aspx accessibile da tutti i siti delle catene del gruppo.
Chiunque partecipi con la presentazione di un disegno riceverà comunque un accredito sulla propria carta socio per poter ritirare uno shopper gratuitamente con il proprio disegno impresso.
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Sino a maggio oltre a inserire propri disegni è possibile votare i disegni proposti. Sulla base dei voti e del parere di una giuria vengono nominati 10 finalisti.
Il vincitore del concorso riceverà un buono spesa pari a 1000 $ spendibile nei punti vendita del gruppo e la possibilità di vedere il suo disegno impresso sulla linea di borse in vendita durante l'anno in corso. Agli altri finalisti verranno assegnati buoni spesa da 250$ e 100$. I nomi dei finalisti di quest'anno verranno resi noti a inizio giugno e i modelli rimarranno consultabili sul sito sino a fine mese.

Kröger ha venduto nel 2007 più di 6 milioni di borse riutilizzabili e si propone di arrivare a raddoppiarne le vendite negli anni a seguire.

Sul sito di Design a Reusable Bag è attivo un contatore che indica la quantità di sacchetti evitati all’uso dal gruppo ogni giorno. Il conteggio è il risultato di una ipotesi: se una borsa riutilizzabile garantisce il risparmio di 1000 sacchetti nel suo ciclo di vita e il gruppo ha una vendita media giornaliera di borse riutilizzabili pari a 12,953 esemplari ogni giorno si può ben sperare che utilizzandole sempre il contatore “dica la verità”.
Un efficace programma lanciato a fine 2007 Bag2Bag e tuttora attivo ha raccolto in quattro mesi 113 tonnellate di plastica che sono state riconvertite in altri sacchetti e in materiali per l'edilizia come mattoni e laminati.
I clienti possono depositare in appositi contenitori, ben visibili in tutti i punti vendita del gruppo, i propri sacchetti in plastica (di tutte le provenienze), le pellicole plastiche e gli altri involucri in plastica utilizzati dalle tintorie per destinarli al riciclo. http://www.designareusablebag.com/index.aspx

Notizie da Washington, San Clemente, Outer Banks, Edmonds

fiume anacostiaTassa sui sacchetti a Washington per la bonifica del fiume Anacostia
Luglio 2009 - Nel distretto di Columbia è stata approvata all'unanimità un progetto di legge che prevede l'applicazione di una tassa di 5 cent su sacchetti in plastica e in carta monouso distribuiti da supermercati, take away, alimentari e altre tipologie di negozi. Nel distretto una famiglia media di quattro persone consuma ogni anno circa 1.880 sacchetti di plastica solamente per la spesa di alimentari, i supermercati distribuiscono 90.000 sacchetti alla settimana.
I proventi andranno devoluti a un fondo di recente istituzione Anacostia River Cleanup Fund( http://www.trashfreeanacostia.com/index.cgi?page=fund ) per la protezione del fiume Anacostia gravemente compromesso da inquinamento da rifiuti.
"Questo provvedimento e la conseguente azione di bonifica e riqualificazione del fiume permette al Distretto di Columbia di diventare capofila di un progetto che va a contrastare efficacemente e per la prima volta l'inquinamento provocato dai sacchetti monouso", ha dichiarato Tommy Wells, membro del consiglio di distretto e autore del disegno di legge.
Secondo una recente ricerca del dipartimento federale all'ambiente del distretto, sacchetti, bottiglie, confezioni e imballaggi in plastica di vario genere costituiscono l'85 per cento dei rifiuti presenti nel fiume (un affluente del fiume Potomac). In altri affluenti del fiume, come il Watts Branch, i sacchetti di plastica rappresentano quasi il 50 per cento della spazzatura.
Il rapporto afferma che per effetto del provvedimento di tassazione i rifiuti potrebbero diminuire del 21% nel fiume e del 50% nei suoi affluenti.
Tutti i cittadini vengono invitati a ridurre la quantità di sacchetti di plastica a beneficio dell'ambiente e a utilizzare borse o zaini, che potrebbero già avere a casa, senza bisogno di acquistare borse speciali acquistando quanto più possibile prodotti sfusi anche nell'ortofrutta.
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San Clemente
Anche a San Clemente, California, si sta considerando di bandire i sacchetti riservandosi di attendere l'esito di proposte di legge in corso a livello di stato. C'è attesa anche di poter beneficiare di uno studio di impatto ambientale provocato dai sacchetti che l'ente californiano di protezione dell'oceano, California Ocean Protection Council, sta preparando per metterlo a disposizione di tutte le città dello stato che vogliano legiferare in merito. Il rapporto, costando intorno ai 100000 $, non è sicuramente alla portata di spesa di piccole cittadine.
La mancata presentazione di questo studio a supporto di provvedimenti emessi da Los Angeles, Santa Monica, Palo Alto, Manhattan Beach, Calif., ha permesso al movimento Save the Plastic Bag, costituito da rappresentanti dell'industria plastica, di bloccarne l'applicazione tramite causa legale. Manhattan Beach ha presentato ricorso.

Nel frattempo, si sta anche lavorando a una proposta di divieto di un utilizzo usa e getta per quanto concerne anche altri contenitori e vaschette monouso per alimentari, in materiali non riciclabili, e a vietare l'uso di palloncini come decoro esterno in occasione di eventi. Lo scopo di decretare un bando o di applicare una tassa è quello di ridurre la quantità di plastica in circolazione abituando le persone ad usare borse riutilizzabili.

Gli Outer Banks del Nord Carolina ( http://www.tripadvisor.it/LocalMaps-g616326-Outer_Banks-Area.html ) sono diventati dal 24 giugno la prima comunità dell 'East Coast a bandire i sacchetti in plastica di spessore inferiore ai 0,025 millimetri distribuiti dai supermercati, catene e grandi negozi. Il divieto entrerà in vigore il prossimo settembre 2009 e riguarderà le contee di Currituck, Hyde e Dare. I clienti avranno a disposizione sacchetti in carta riciclata ma saranno soprattutto incentivati a servirsi di borse riutilizzabili a fronte di rimborsi, pari al costo dei sacchetti risparmiati, che la legislazione prevede debbano essere loro elargiti dalla catene quando acquistano senza sacchetti monouso. I rimborsi possono consistere in sconti immediati o in accredito punti su tessere fedeltà dei diversi supermercati che danno diritto a sconti ulteriori o regali.
Il bando è stato accolto positivamente dal portavoce del punto vendita locale della grande catena americana Wal-Mart. “Il nostro gruppo è sempre stato leader tra i gruppi della GDO nel compito di ridurre la quantità di plastica utilizzata nei punti vendita e nel promuovere tra i propri clienti l'uso della borsa riutilizzabile. Pur non prevedendo l'entrata in vigore di questa legge la valutiamo positivamente e cogliamo l'opportunità di sperimentarne le tappe e gli esiti con il nostro punto vendita locale e di estendere l'esperienza a altri punti vendita negli USA” dichiara Chris G. Neeley.

Edmonds, Washington
A Edmonds la distribuzione di shoppers potrebbe essere vietata in tutti i punti di vendita al dettaglio entro i primi mesi del prossimo anno. Così ha definito una prima votazione che potrebbe essere ratificata da una votazione finale a luglio. La cittadina conta 40.000 residenti con un consumo annuo di 8 milioni di sacchetti. In America al momento sono attivi bandi a Westport, Conn., San Francisco, Malibu e Fairfax in California.

Anche a Fairfax, California, è entrato in vigore il bando verso lo shopper

Dal 4 maggio 2009 anche a Fairfax, cittadina che conta circa 7300 abitanti, il sacchetto di plastica è stato bandito. Il Consiglio Comunale di Fairfax aveva già pronto un bando in tal senso nel 2007 ma, a seguito di una minaccia di citazione a giudizio da parte di due produttori di shoppers, ha dovuto convertire il provvedimento in misura volontaria. L'attuale sindaco Larry Bragman ci riprova però un anno dopo mettendo la decisione in mano ai cittadini con il referendum tenutosi il 4 novembre scorso.

L'esito conferma con il 79% di voti a favore il sostegno degli abitanti al bando.

Il sindaco Larry Bragman emette quindi il giorno stesso l'ordinanza che vieta la distribuzione di sacchetti in plastica alla scadenza dei 6 mesi.(bando in inglese)

La novità rispetto ad altri bandi è che l'ordinanza include tutte le tipologie di sacchetto in plastica (alta o bassa densità) ed è applicabile a tutte le tipologie di pubblico esercizio (negozi, ristoranti, take-away, ecc). Copia dell'ordinanza è stata recapitata a ogni esercizio entro 30 giorni prima della data di entrata in vigore.

Le sanzioni sono pari a 100 $ per la prima infrazione, 200 $ per la seconda e 500 $ per la terza. A tutte le tipologie di esercizi è concesso di tenere borse riutilizzabili in vendita.
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Il processo che ha portato sin qui è stato innescato dalla determinazione di Renee Goddard, appassionata ambientalista che, colpita da un discorso tenuto da Green Shanga dal titolo “Ripensare la plastica Ripensare le nostre vite” (link http://www.greensangha.org/Plastics-Campaign/), ha deciso di passare all'azione. La sua prima sfida è stata eliminare la distribuzione dei sacchetti dal mercato di produttori agricoli locali di Fairfax, (uno dei sette mercati gestiti da MFM, Marin Farmers Market un'associazione no profit della contea di Marin).
Con la collaborazione di associazioni ambientaliste locali come Sustainable Fairfax e Good Earth è partita un'azione di comunicazione che ha visto la distribuzione nel mercato di borse cucite a mano e di altre alternative agli shoppers. La sede del servizio sanitario locale ha fornito gli strumenti per una sensibilizzazione e una educazione ambientale, cittadini volontari si sono impegnati a raccogliere le prime firme per supportare la richiesta di divieto.

Il Fairfax Farmers Market è entusiasta di essere il primo dei mercati MFM che non offre più sacchetti di plastica monouso. La stagione 2009 apre a maggio e termina a settembre: i clienti dei 25 agricoltori e artigiani locali sono incoraggiati a fare la loro parte, portando le proprie borse riutilizzabili consci che, anche in presenza di alternative monouso come sacchetti in carta riciclata o compostabili, la borsa è la soluzione da preferire nel rispetto dell'ambiente.
"In questa stagione si vede finalmente il risultato dello sforzo e del lavoro effettuato da centinaia di persone della comunità del Fairfax Farmers Market", riflette il Market Manager del Marin Farmers Market, Amelia Spilger: “Il fatto che gli abitanti di questa cittadina abbiano votato a favore di questo provvedimento rassicura gli agricoltori che si sentono incoraggiati a proporre alternative alla plastica ai propri clienti aiutandoli a reimparare a portare a casa i prodotti freschi senza plastica”.
Anche se il bando non concerne le buste in plastica per alimenti il mercato ha escluso anche quest'utilizzo insegnando ai clienti a mettere frutta e verdura in cestini. Una volta che il contenuto è stato pesato frutta e verdura vengono trasferite direttamente nelle borse o in contenitori riutilizzabili in plastica o vetro con coperchio che i clienti si portano da casa.

Fairfax sostenibile continuerà a svolgere un ruolo fondamentale nel sostenere questo sforzo di educazione ambientale per la comunità. Il loro progetto, i Green Wednesdays, viene ospitato dal 2007 dal Fairfax Farmers Market. In occasione dei ricorrenti incontri periodici vengono forniti ai residenti suggerimenti su come si possa ridurre il proprio impatto ambientale durante tutto l'anno e non solamente durante la giornata internazionale della Terra, l' Earth Day.
Per saperne di più: http://www.sustainablefairfax.org/content/view/199/4/

Larry Bragman il sindaco di Fairfax che ha emesso il bando
Vedi il brevissimo filmato in cui il sindaco Larry Bragman racconta che Fairfax vanta una tradizione di scelte e riforme innovative a favore dell'ambiente. Dopo aver spiegato le ragioni per cui la plastica è dannosa per l'ambiente, Bragman evidenzia come l'esperienza di San Francisco, con un bando in vigore da due anni, ha permesso anche alla sua cittadina di seguire la stessa via.
Fairfax ha adottato da poco la strategia “rifiuti zero” con l'obiettivo di arrivare, in un massimo di 10 anni, a una riduzione di rifiuto indifferenziato pari all' 80 %. Le aziende di raccolta rifiuti hanno appoggiato il bando perchè hanno visto nella riduzione di grosse quantità di sacchetti un risparmio effettivo per i loro bilanci. http://www.greenpartywatch.org/2009/05/18/california-mayor-explains-plastic-bag-ban/

Concerto sostenibile ? L'impegno a tutto campo di Jack Johnson nel suo ultimo tour internazionale

Jack Johnson ( http://it.wikipedia.org/wiki/Jack_Johnson_(musicista) ) jacksoncantautore, atleta, film-maker coltiva oltre all'amore per la musica una grande passione per l'ambiente che si manifesta con atti concreti.
Supporta infatti da tempo programmi di educazione ambientale nelle scuole delle Hawai dove è nato e risiede, e la campagna A Rise above plastic promossa da Surfrider . I risultati della sua ultima fatica sono stati resi noti qualche mese fa.
Si tratta del tour Jack Johnson World Tour 2008, svoltosi lo scorso anno che è stato anche un vero e proprio progetto di educazione ambientale rivolto ai suoi fan e appassionati di musica e concerti.
In concomitanza con il tour e stato infatti presentato AllAtOnce.org, ( http://www.jackjohnsonmusic.com/allatonce ) un social network che ha messo a disposizione informazioni e strumenti per motivare e responsabilizzare le persone sensibili alla musica a svolgere anche un ruolo attivo nella propria comunità e nel mondo rispetto a tematiche ambientali.
Il claim di Allatonce infatti recita: Un'azione individuale, moltiplicata per milioni di persone, crea un cambiamento globale.
Prima della partenza del tour gli appassionati di musica e concerti sono potuti venire a conoscenza on line su importanti questioni ambientali potendone discutere con l'aiuto di esponenti di oltre 150 società non-profit selezionate da Jack a livello mondiale che hanno dialogato in rete con gli utenti.
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Tra le altre i fan hanno avuto l'occasione di conoscere e di venire a contatto con: Surfrider, Climatecounts.org ( http://www.climatecounts.org/ ), 1%for The Planet ( http://www.onepercentfortheplanet.org/en/ ), VotetheEnvironment.org
Anche in occasione dei concerti del tour le associazioni erano presenti all'interno di uno speciale stand al Village Green. Per incentivare l'interesse iscrivendosi al gruppo veniva offerta la possibilità di scaricare gratuitamente brani di Jack Johnson e altri musicisti o in occasione di concerti poterli vedere dal back stage.

I fan sono stati incoraggiati ad arrivare ai concerti con i mezzi pubblici o ad aggregarsi a altri fan attraverso il carpooling (http://it.wikipedia.org/wiki/Auto_di_gruppo) potendo beneficiare di posteggi riservati. Durante gli eventi e all'interno del Village Green i visitatori hanno potuto acquistare merchandise ecologica come borse riutilizzabili, borraccie che potevano essere gratuitamente riempite da appositi erogatori alla spina.
Oltre al risparmio in termini di sacchetti e bottiglie in plastica, per ridurre ulteriormente la produzione di rifiuti da mandare in discarica sono stati predisposti contenitori per accogliere rifiuti in modo differenziato e poterli riciclare. I fan hanno potuto compensare le emissioni di CO2 relative al proprio viaggio acquistando il biglietto tramite Ticketmaster e per compensare le emissioni del tour sono stati devoluti contributi a speciali programmi.

Per saperne di più leggi il rapporto sul tour
http://www.jackjohnsonmusic.com/images/pages/greening/JJ08-STTS_ImpactResults_AAO.pdf
o visita il sito http://www.jackjohnsonmusic.com/allatonce

A Seattle si vota per l'applicazione di una tassa sugli shopper monouso in plastica e carta

Anche a Seattle dal primo gennaio 2009, così come in Irlanda, sarebbe dovuta entrare in vigore una legge che prevede il pagamento di una tassa di 20 cent sull'acquisto del sacchetto monouso in plastica e carta. (Questa tassa precedentemente introdotta in Irlanda nel 2002 sul sacchetto in plastica ne ha ridotto il consumo del 90%).
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Gli introiti dovevano essere destinati all'organizzazione di campagne di educazione dei cittadini, di aiuti all'acquisto di borse da regalare a famiglie e individui a basso reddito e a finanziare programmi di incentivazione al riciclaggio e alla riduzione rifiuti.
A seconda del proprio fatturato i negozianti avrebbero potuto trattenere una quota della tassa, pari a 5 cent, per i costi di gestione amministrativa o, nel caso di negozi molto piccoli, l'intera cifra.

L'industria della plastica però, appena emanato il decreto nel 2008 e allo scopo di prevenire un pericoloso precedente, ha messo in campo un investimento superiore ai $ 250.000, erogato dall'American Chemical Council, per un'azione di contrasto.
Operatori regolarmente pagati sono stati reclutati in California e inviati in loco per raccogliere le firme necessarie per indire un referendum. Il numero di firme necessario è stato raggiunto e i cittadini saranno perciò chiamati a votare al referendum il prossimo 18 agosto.
Anche i previsti programmi di sensibilizzazione e di promozione di borse riutilizzabili hanno dovuto essere sospesi.

In risposta a questa azione un gruppo di cittadini ha formato un comitato di difesa del provvedimento emesso nel 2008 e a sostegno del proprio sindaco, Greg Nickels, fondando il movimento Green Bag Campaign. (http://greenbagcampaign.org/)

Per finanziare le attività di informazione e di sensibilizzazione dei cittadini sul tema sottoposto a referendum e per l’ottenimento del voto favorevole alla approvazione della legge sono stati raccolti fondi e donazioni da volontari.
A Seattle si consumano 360 milioni di sacchetti monouso tra plastica e carta con un consumo annuo di 500 shopper in plastica procapite.
Guarda il video prodotto per la campagna "Seattle Green Bag Campaign" :

Turismo sostenibile ? Si grazie !

Con l'arrivo dell'estate aumentano le gite fuori porta, le escursioni e in tanti partono per le agognate vacanze.
Vogliamo allora proporre a tutti gli amici che portano la sporta o lo zaino e si sono affrancati dalla dipendenza da sacchetto di prendere qualche piccolo accorgimento in più per praticare un turismo più sostenibile.

visiona il videoInnanzitutto cosa significa turismo sostenibile ? Riportiamo la definizione data dalla rivista ambientale del Consiglio d’Europa: "per turismo sostenibile s’intende ogni forma di attività turistica che rispetta e preserva a lungo termine le risorse naturali, culturali e sociali e che contribuisce in modo positivo ed equo allo sviluppo economico e al benessere degli individui che vivono e lavorano in questi spazi". Ecco allora che il turismo sostenibile non solo si preoccupa di non intaccare le risorse dei luoghi che va a toccare, ma si fa carico di portare un contributo attivo alla loro salvaguardia.
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Pertanto, oltre a consigliare il rispetto del decalogo dell'eco-bagnante proposto da Legambiente, del decalogo del picnic sostenibile promosso da Coldiretti la nostra iniziativa vi propone di adottare l'equipaggiamento sostenibile che previene la produzione di rifiuti in plastica monouso che dovreste altrimenti lasciare come ricordo del vostro passaggio.

clicca per vedere il videoE quindi portate con voi borraccia, zainetti termici, contenitori riutilizzabili durante le vostre escursioni e gite, ovunque andiate. Non è complicato, serve un briciolo di organizzazione.

Prendete ispirazione da questo video dedicato agli uomini, Reusables for real men dove il fondatore di Reusablebags.com, Vincent Cobb presenta una serie di articoli riutilizzabili. Signori maschi italiani, non vi resta che imparare!

 

Attraverso il sito di Reusablebags.com non si ha solamente l'occasione di acquistare tra un'ampia scelta di borse e altri contenitori, che prevengono l'uso di imballaggi usa e getta, ma di documentarsi sull'impatto ambientale della plastica e rimanere aggiornati sulle azioni che vengono intraprese negli Stati Uniti a questo proposito.

Da questo sito proviene il nostro contatore di sacchetti che è stato inserito nella scenografia dello show di Oprah Winfrey: Oprah’s Earth Day Show, “Go Green Save Money” durante la Giornata della Terra lo scorso aprile.


Vedi altre definizioni qui http://files.homoturisticus.com/
Per saperne di più : http://www.viviconstile.org

Ridurre si può : i progetti di Piossasco

ridurre si può- piossascoGli esperti del settore concordano nell'affermare che la prevenzione nella produzione dei rifiuti, in Italia soprattutto, è molto sottovalutata nonostante che le direttive europee stabiliscano che nel ciclo della gestione dei rifiuti è la prevenzione l'obiettivo prioritario verso cui tutte le politiche in materia dovrebbero tendere.
Prevenzione, riduzione e riutilizzo sono le parole chiave che possono guidare le amministrazioni pubbliche nell’organizzazione delle attività cercando di recuperare il ritardo con cui la prevenzione si è affacciata come nuovo orizzonte sul territorio a livello locale e nazionale.

A questi proposito vogliamo parlare dei progetti realizzati a Piossasco, un comune a 30 km da Torino che conta 17500 abitanti.
La Città di Piossasco ha istituito un fondo destinato all’incentivazione degli interventi per la riduzione dei rifiuti alla fonte e l’uso di buone pratiche ambientali rivolto agli esercenti commerciali di vicinato e attività di somministrazione alimenti e bevande in pubblici esercizi. Questo fondo, inferiore ai 30.000 euro per due anni di attività (2007-2008) ha permesso la realizzazione di alcuni progetti che hanno avuto, evidentemente, effetti positivi anche sull'ottimo livello raggiunto dalla raccolta differenziata: il 73%. Nonché sul dato relativo alla produzione di rifiuti prodotta giornalmente a Piossasco (1 kg procapite) inferiore del 37% rispetto alla media della provincia di Torino (kg. 1,58). Vediamo alcuni di questi progetti in che cosa consistono.
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Rete dei negozi leggeri: ovvero contributi ai negozianti che adottano buone pratiche di riduzione degli imballaggi.

Il Progetto Riducimballi in collaborazione con Ecologos e in concertazione con l'Assessorato al commercio è stato finanziato con circa 14.000 euro, prevedendo un contributo per i negozi aspiranti a entrare nella rete pari al 50% del costo in caso di investimento (acquisto / installazione di attrezzatura) e un contributo di 150 euro per l'adozione di buone pratiche di riduzione.
Hanno aderito 22 negozi di prossimità. Le pratiche di riduzione attuate vanno dalla vendita di vino sfuso, di detersivi alla spina, all'abolizione di imballaggi inutili come le bustine di zucchero, all’impegno ad acquistare solamente detersivi sfusi per fare le pulizie, ecc. Tutti i negozianti hanno dovuto seguire dei corsi di aggiornamento in tema di rifiuti. Ipotizzando un consumo settimanale di una bottiglia l'acquisto di vino sfuso con vetro a rendere permette di evitare in un anno 19,1 Kg.

Io non compro rifiuti: ovvero incentivazione economica in favore dei cittadini che utilizzano borse di tela in modo continuativo
Per questo progetto sono stati investiti 10.000 euro con il coinvolgimento della Rete negozi leggeri impegnati nella promozione di un'altra buona pratica: si sono distribuite 500 borse di tela, a ognuna delle quali è stata associata una tesserina. Ogni volta che il cittadino usa in uno qualsiasi dei negozi aderenti alla rete la borsa di tela del Comune, riceve un timbro sulla tesserina. Dopo cinque timbri, ha diritto a 5 euro di sconto in uno qualsiasi dei negozi della rete. L’importo dello sconto viene poi rimborsato ai negozi dal Comune.

Il bambino leggero: contributi per i genitori che acquistano i pannolini riutilizzabili.
E' stata fornito a ogni famiglia in attesa un set completo di pannolini riutilizzabili in comodato d’uso, il Comune chiede in cambio di potere monitorarne l’uso nonché la disponibilità della famiglia a parlare ad altre dell’esperienza. Si è quindi concesso un bonus di 100 euro a famiglia per l’acquisto di un set di pannolini presso due negozi leggeri che li mantengono in vendita. Costo totale del progetto 3500 euro. La terza fase, in corso, prevede l'inserimento di pannolini riutilizzabili nell’asilo nido, con il coinvolgimento di genitori e operatori del nido, per verificarne la fattibilità attraverso l'avvio di una fase di sperimentazione. Con la eliminazione dei pannolini usa e getta, il comune conta di risparmiare circa 5000 euro/anno nella raccolta.

Dove ti butto: ovvero una campagna consistente in piccolo premio per un corretto conferimento di un rifiuto o di un oggetto dismesso.
Dove ti butto ha prodotto 2000 buoni sconto da 1 euro (spendibili nella rete dei negozi leggeri) per i cittadini che hanno consegnato all'ecocentro alcune tipologie di rifiuto: olio da frittura, oli esausti di automobili, piccoli elettrodomestici, contenitori di materiali pericolosi (vernici e altri), neon e lampade a basso consumo energetico, ecc. I cittadini hanno avuto così l'opportunità di imparare a smaltire correttamente rifiuti che altrimenti finiscono nell'indifferenziato o negli scarichi.
Il costo totale di questa operazione, comprensiva dei costi per la campagna di sensibilizzazione contro l'abbandono dei rifiuti, è stata di circa 4000 euro.

L'Assessore all’Ambiente Cristina Abrami a cui abbiamo chiesto un bilancio sul lavoro svolto e sui costi ci ha evidenziato che in questi progetti sono stati investiti poco più che 30.000 euro in tre anni.

“Il Progetto Riducimballi concertato con l’assessorato al commercio” - sottolinea l’Assessore – “non solo sancisce una scelta ambientale e di educazione alla riduzione dei rifiuti, ma è anche un modo per incentivare il commercio di prossimità. Occorre impiegare incentivi economici solamente verso quei soggetti che si impegnano in progetti precisi e dagli esiti monitorabili. Elargire incentivi non basta: è necessario costruire un dialogo per attuare un percorso condiviso in cui i soggetti coinvolti si sentano parte integrante e sappiano trasmetterlo, in questo caso, ai propri clienti. La comunicazione ha avuto un peso notevole e ha toccato migliaia di contatti. Questo progetto ha dato l'occasione ai negozi di prossimità di imparare a valorizzarsi, a differenziarsi e a capire l'importanza di mettersi in rete come garanzia di sopravvivenza nell’epoca dei grandi supermercati e dei centri commerciali”.

Per maggiori informazioni:
www.riducimballi.it

Otto australiani su dieci sono favorevoli al bando dei sacchetti in plastica (maggio '09)

21 maggio 2009 - Gli esiti di un sondaggio effettuato dall'associazione ambientalista Do Something! su un campione di 1000 intervistati ha evidenziato che l'83% degli australiani è a favore di una legge governativa che bandisca i sacchetti di plastica, il 79% ritiene che i rifiuti elettronici debbano essere intercettati per non finire in discarica e per essere recuperati attraverso adeguati programmi di riciclaggio.
Al momento il governo del sud Australia è il solo nel paese ad aver bandito, dallo scorso 4 maggio, i sacchetti di polietilene a bassa densità distribuiti da supermercati e da negozi di alimentari.
Il fondatore e presidente di Do Something! Jon Dee Rudd rimprovera al governo di non aver onorato la promessa fatta in campagna elettorale di bandire il sacchetto di plastica a livello nazionale. Rimarca inoltre che Peter Garrett, il ministro all'ambiente da lui conosciuto sin dai primi anni 90, ha difeso molto più efficacemente l'ambiente nel suo precedente ruolo di presidente della Fondazione per la Conservazione dell'Australia.
Alcune catene come Bunnings e Ikea non distribuiscono più gratuitamente sacchetti di plastica e un'altra (Target) li eliminerà totalmente dal prossimo giugno. Anche l'industria elettronica sta facendo pressione affinché sia varato un piano di riciclaggio per i computers e gli apparecchi televisivi dismessi.
“C'è qualcosa che non torna quando anche l'industria è più avanti del governo, sono proprio il ministro Garrett e i suoi burocrati a Camberra che avversano il cambiamento. La gente è stufa di ascoltare solamente retorica, i politici dicono di preoccuparsi per l'ambiente ma poi non prendono provvedimenti in suo favore,” incalza Jon Dee Rudd che ha fondato nel 1992 Planet Ark insieme all'asso del tennis Pat Cash.

Il sondaggio ha anche riscontrato che il 96 % degli intervistati è favorevole all'estensione in tutto il paese del sistema del vuoto a rendere già attivo nell'Australia del Sud in cui la cauzione per bottiglie e lattine è pari a 10 cent.

(Fonte http://www.news.com.au/

Sud Australia, ci siamo: il 4 maggio scatta il divieto di utilizzo degli shopper in plastica dei supermercati (maggio '09)

Il premier del Governo del Sud Australia Mike Rann ha ricordato poche settimane fa che l'entrata in vigore del divieto di utilizzo dei sacchetti in plastica effettivo dal 4 maggio 2009 permetterà il risparmio di 400 milioni di pezzi all'anno e che il suo governo sarà l'esempio che guiderà l'intera nazione nel fare a meno dei sacchetti.( locandina campagna australiana )
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Il bando è stato annunciato il 30 dicembre scorso dal ministro per l'ambiente Jay Weatherill stabilendo un periodo di transizione necessario agli esercenti di supermercati e di alimentari per preparare delle alternative, (sia riutilizzabili, sia monouso) e per preparare i propri dipendenti a saper rispondere a eventuali contestazioni da parte dei clienti. I clienti hanno avuto a loro volta il tempo per abituarsi ad avere sempre a disposizione, prevalentemente, borse riutilizzabili. Le sanzioni previste dopo il 4 maggio in caso di utilizzo dei sacchetti banditi verranno addebitate al negoziante.
Una recentissima inchiesta fatta dalla società Zero Waste ha evidenziato che:
-il 95% degli intervistati è a conoscenza dell'entrata in vigore del bando e lo sostiene concettualmente,
-otto intervistati su dieci hanno già iniziato a utilizzare regolarmente borse riutilizzabili,
-coloro che utilizzano borse una volta su 4 devono però ricorrere all'acquisto di sacchetti monouso per avere dimenticato le borse,
-coloro che utilizzano borse non considerano la possibilità di utilizzarle in alcune occasioni come ad esempio quando acquistano cibo pronto nei Take Away.

A partire dalla data dell'annuncio è attivo il sito BYO Bag ( Bring your bag) http://byobags.com.au/Home.mvc/Index_ita che supporta i cittadini e gli esercenti in questo cambio di abitudine con un numero verde a disposizione.

Il sito BYO Bag contiene tutta l'informazione necessaria per affrontare il cambiamento di abitudine a seconda del profilo dell'utente, cittadino o esercente, e risponde in sette lingue a tutte le possibili domande che esercenti e cittadini potrebbero porre.
E' partita nelle settimane precedenti quella scadenza anche una massiccia campagna pubblicitaria che, con il coinvolgimento dei media e con affissioni stradali in prossimità e all'interno dei centri commerciali, ha ricordato nelle ultime settimane l'entrata in vigore del divieto e la necessità di avere sempre una borsa a portata di mano.
Si veda il video:
http://www.youtube.com/watch?gl=AU&hl=en-GB&v=gGyfnzI7ZaA

Lo stato ha intanto donato ai cittadini meno abbienti 5000 borse riutilizzabili attraverso le organizzazioni di beneficenza che si occupano della loro assistenza e l'azienda produttrice di borse, The Green Bag Company, che si è fatta carico di regalarne altre 3000. Altre forniture gratuite e relativa distribuzione avverranno su richiesta delle associazioni.

Il nostro commento nello specifico è che, anche in questo caso, abbiamo molto da imparare dalla organizzazione e dalla gestione dei dettagli di altri paesi. I cambiamenti si rivelano tanto più indolori e efficaci quanto più si riesce a coinvolgere le persone che li devono interiorizzare in un processo preventivo di informazione e di supporto, indispensabili all'ottenimento della necessaria collaborazione.
Ci auguriamo che l'iniziativa di sensibilizzazione venga estesa anche ad altri settori non alimentari come l'abbigliamento a cui è ancora consentito distribuire borse in polietilene ad alta densità.
In considerazione che, anche per questa tipologia di acquisti, meno pianificata, è pur sempre possibile usare borse riutilizzabili, a condizione che le portiamo sempre con noi. Esistono borse ripiegabili che pesano pochi grammi e che possono stare in tasca, in macchina o in borsetta.

Ridurre si può! Grande adesione dei commercianti al progetto “Usiamo e Riduciamo” del Comune di Crema(aprile '09)

Riportiamo questa esperienza che dimostra come sia possibile per un'Amministrazione comunale mettere in campo delle iniziative efficaci con l'obiettivo di una Riduzione e Minimizzazione dei Rifiuti, avvalendosi intelligentemente di risorse coinvolgibili sul territorio come le associazioni dei commercianti. Un plauso a Crema per avere utilizzato questa modalità che garantisce risultati che durano nel tempo. Per indurre cambiamenti importanti negli stili di vita e di consumo è necessaria infatti un'azione articolata, di lungo periodo, fatta di momenti di sensibilizzazione ma anche di disincentivazione e di contrasto nei luoghi più importanti in cui si svolge la vita dei cittadini...
segue >>
Ha ottenuto un risultato superiore alle aspettative l’adesione dei commercianti al dettaglio del settore alimentare coinvolti dall’Amministrazione Comunale di Crema nella Campagna di Sensibilizzazione finalizzata a promuovere una riduzione nell’utilizzo dei comuni sacchetti in plastica. Sono infatti una ventina i commercianti che hanno aderito all’iniziativa impegnandosi a rendere disponibili per i propri clienti bocampagna di crema "fatti un nodo alla borsa!"rse riutilizzabili o borse mono-uso realizzate in materiale biodegradabile a pagamento.

Il promotore dell’iniziativa, il Vice Sindaco e Assessore all’Ambiente Prof. Massimo Piazzi ha commentato con soddisfazione i risultati di questa prima fase del progetto rivolgendo un grazie particolare sia ai commercianti che hanno dimostrato una grande disponibilità e un’attenzione reale ai problemi ambientali, sia alle associazioni di categoria attivamente coinvolte con l’Amministrazione Comunale e con Scs Gestioni s.r.l. già dalle prime fasi di studio del progetto. Alle associazioni ASCOM Crema, A.SVI.COM Cremona, ASCOM Cremona, Confesercenti, Associazione Autonoma Artigiani Cremaschi – Confartigianato e la Libera Associazione Artigiani si è, inoltre, recentemente aggiunta la neo costituita Lega Panificatori.

Dai prossimi giorni i commercianti aderenti all’iniziativa, che saranno individuabili grazie ad una vetrofania (“Usiamo e Riduciamo”), distribuiranno ai propri clienti un volantino dell’iniziativa finalizzato a informare i cittadini sui danni provocati dall’eccessivo ricorso ai sacchetti in plastica, motivandoli al contempo ad abbracciare la buona pratica di portare sempre con sé una o più borse riutilizzabili quando si fa la spesa. “Fatti un nodo alla borsa” è, infatti, lo slogan pensato per questo volantino che verrà distribuito in modo capillare anche nei luoghi pubblici della nostra città.

L’iniziativa “Usiamo e Riduciamo” è stata proposta nella prima fase ai dettaglianti del settore alimentare, piuttosto che alla grande distribuzione per la facilità di relazione, l'efficacia dell'azione e i risultati nel tempo che un coinvolgimento diretto dei proprietari può garantire nel raggiungimento degli obiettivi.
L'iniziativa però non si limiterà al settore alimentare poichè verrà estesa nei prossimi mesi anche ad altri settori, tra i quali le farmacie, notoriamente grandi dispensatori di shopper in plastica. L’Azienda Farmaceutica Comunale ha voluto anticipare questa seconda fase rendendo disponibili i volantini informativi dell’iniziativa presso la propria sede di via Cappellazzi e di v.le Europa, proponendo inoltre borse realizzate in materiale biodegradabile.

Nei mesi scorsi l’Amministrazione ha inoltre puntato molto sulla diffusione di una borsa in cotone riutilizzabile personalizzata con il logo dell’iniziativa e realizzata presso un’azienda cremasca nel rispetto della filosofia ambientale del “kilometro zero”. La borsa è stata distribuita come omaggio in occasione del Natale ai bambini iscritti alla Scuola dell’Infanzia di via Bottesini e agli anziani frequentanti il Centro Diurno di via Zurla. Proposta alla vendita in occasione delle Bancarelle di Natale sotto il Torrazzo e della Festa dell’Albero ha ottenuto un notevole gradimento sia per l’aspetto estetico sia per le caratteristiche funzionali.

Il comune di Crema che ha raggiunto già da tempo livelli di eccellenza eccellenza sul fronte dello smaltimento e della differenziazione, intende ora sviluppare una Politica di Riduzione e di Minimizzazione dei Rifiuti che vada ad incidere a monte nella catena di produzione dei rifiuti stessi e in questo contesto si inserisce l'iniziativa specifica sui sacchetti.
Il piano di contenimento dei rifiuti rientra a sua volta nel più ampio Progetto Ambientale “Riduciamo”, messo in campo dall'attuale amministrazione, con il quale si intende pianificare e sostenere una serie di iniziative finalizzate al conseguimento del risparmio energetico e al rispetto ambientale sensibilizzando la cittadinanza ad adottare pratiche sostenibili nei diversi ambiti di consumo. Ovvero nelle modalità degli acquisti, nell’uso del riscaldamento, degli elettrodomestici, della luce, dell’acqua e dei mezzi di trasporto.

Per informazioni:
Comune di Crema – Servizio Ambiente
Sig.ra Valeria Negri
Email: servizioambiente@comune.crema.cr.it
Tel. 0373.894.291 – Fax 0373.894.382
 
by avanguardia virtuosa - 2009